Visualizzazione della localizzazione nell’OPAC

Alcuni hanno notato che quando nel Catalogo delle Biblioteche Liguri – CBL, cioè l’OPAC regionale,  si fa una ricerca con filtro su una o più biblioteche vegono mostrate tutte le localizzazioni associate ai record ritrovati, anche quelle di altre biblioteche, e si sono chiesti se questo sia il comportamento normale.

La risposta è affermativa, cioè si tratta del comportamento previsto.

Quando è impostato il filtro per biblioteca, tutti i documenti mostrati sono localizzati nelle biblioteche scelte, ma le localizzazioni di tali documenti vengono mostrate tutte, anche se includono ulteriori biblioteche.

Si è scelta questa soluzione perché ritenuta più utile per l’utente, che può scoprire localizzazioni che gli sono utili e a cui non avrebbe pensato.

Gestione bibliotecari e dati biblioteca

L’organizzazione del Polo LIG prevede che la gestione dei bibliotecari e delle relative autorizzazioni sia decentrata.

Pertanto quando viene configurata una nuova biblioteca il responsabile del polo crea normalmente un solo bibliotecario dotato di tutte le autorizzazioni previste.

Questo bibliotecario potrà quindi poi crearne altri e assegnare e modificare le loro autorizzazioni, senza bisogno di interventi esterni, fermo restando che ovviamente il responsabile del polo è sempre a disposizione per aiuto e chiarimenti.

Le biblioteche possono (e devono!) inoltre provvedere a modificare i loro dati identificativi se qualcosa è cambiato, ad esempio denominazione indirizzo ecc.

Tutti i responsabili delle biblioteche sono quindi invitati a tenere conto di questi criteri.

 

Fonte primaria e frontespizio

Alcune osservazioni sulla fonte delle informazioni per la descrizione e sul concetto di fonte primaria.

Si tratta di un argomento forse meno stimolante di altri, e ho l’impressione che alcuni catalogatori lo trascurino un po’, mentre altri, soprattutto noi che siamo vecchi, tendono ad identificare senz’altro la fonte primaria e il frontespizio.
La fonte primaria viene definita nel paragrafo 3.2 delle REICAT come la parte della pubblicazione

che presenta formalmente il titolo, in genere insieme ad altre informazioni essenziali, in evidenza e preliminarmente al contenuto. Per le pubblicazioni a stampa la fonte primaria è di norma il frontespizio

(ma può non esserlo se il frontespizio manca o è idoneo a servire da fonte primaria, paragrafo 3.2.1 D).

In alcuni casi è obbligatorio indicare in nota qual è la fonte primaria, ossia da quale parte della pubblicazione si ricava il titolo proprio (vedi 3.2.2 B e 3.2.3 E, 4.7.4 A e 4.7.1.9 A, nonché le norme per il trattamento in SBN del materiale musicale e video).

La linea di ragionamento seguita dalle REICAT quindi è incentrata sulla scelta della fonte primaria come definita in 3.2 e mi pare che si possa sintetizzare in questo modo:

1) si identifica la fonte primaria, e in particolare
1.1) per le pubblicazioni a stampa, se il frontespizio manca o non è idoneo si
identifica il sostituto del frontespizio, che serve da fonte primaria
1.2) per le altre pubblicazioni, a cui non si applica la nozione di frontespizio,
si identifica una fonte primaria idonea, considerando eventuali indicazioni
specifiche per determinati tipi di materiale
2) una volta identificata la fonte primaria, tutte le informazioni si intendono
desunte da quella se non diversamente specificato

Quindi se si assume come fonte primaria, ad esempio, la copertina, informazioni non prese dalla copertina si intendono tratte da fonte diversa dalla fonte primaria, anche se fossero prese dal frontespizio.

In pratica però il catalogatore dovrebbe sempre avere innanzitutto davanti agli occhi innanzitutto lo scopo di dare all’utente, che non sa niente di questi concetti catalografici, una descrizione che gli permetta di farsi un’idea quanto più precisa possibile della pubblicazione, quindi spesso è opportuno che venga indicata la fonte delle informazioni più importanti anche quando non obbligatorio, e che questa indicazione non riguardi solo il titolo ma venga estesa anche ad altre informazioni, a seconda della effettiva utilità e senza riempire la descrizione di notizie inutili.
Ad esempio, a mio avviso in alcuni casi si potrebbe formulare un’unica nota come:

Titolo e altre informazioni dalla copertina

in altri casi note distinte come:

Titolo dalla copertina
Sul verso del frontespizio: Editore …

(v. anche 4.7.4 A)

Localizzazioni degli spogli

Alcuni recentemente hanno segnalati limiti alla gestione degli spogli negli OPAC consistenti nel fatto che non sempre si capisce bene in quali biblioteche sia lo spoglio (ossia il volume o fascicolo di periodico che lo contiene).

Il limite in realtà deriva essenzialmente dal fatto che, per quanto a prima vista possa sembrare strano, SbnWeb non registra in polo la localizzazione degli spogli, e quindi non può neanche esportarla nei dati che vanno all’OPAC.

L’Indice la registra, ma credo che si limiti alla biblioteca che ha creato lo spoglio o alla prima che l’ha catturato per un polo, e anche se SbnWeb la registrasse non penso che potrebbe fare di più: la logica delle localizzazioni in SBNMARC infatti (ampiamente spiegata in questo articolo) collega la localizzazione all’inventariazione e collocazione, operazioni che non si applicano agli spogli.

Mi pare che si tratti di un limite concettuale, che potrebbe essere superato definendo la localizzazione come pura notizia sul possesso indipendentemente dalle operazioni di inventariazione e collocazione.

Del resto penso che il problema si porrà prima o poi nche con gli ebook, a cui il concetto di collocazione si applica in modo piuttosto dubbio, a meno che per collocazione si intenda un URI, dato che però SbnWeb tratta separatamente dalla collocazione.

Cancellazione lettori

Un chiarimento sulla cancellazione dei lettori, che ha alcune caratteristiche poco intuitive che a prima vista possono sconcertare.

La cancellazione del lettore è possibile, ma si tratta solo di una cancellazione logica, che non elimina i dati dall’archivio, tanto che il codice fiscale continua ad essere preso in considerazione per il controllo di univocità (non si può quindi inserire nuovamente).

E’ una logica piuttosto insolita, perché di solito nei programmi ciò che è cancellato logicamente si comporta come cancellato a tutti i fini pratici. In SbnWeb l’utente cancellato non viene trovato se lo si cerca per nome, ma viene trovato se si cerca per codice fiscale, ed è quindi possibile abilitarlo nuovamente. Questo può essere comodo se si vuole iscrivere nuovamente un utente cancellato (anche se i dati vanno comunque verificati perché potrebbero essere cambiati nel frattempo) ma ci pare che per lo più sia piuttosto fonte di confusione, anche in base a quanto riscontrato dalla BUG che ha la maggiore esperienza in questo campo.

Abbiamo quindi proposto all’ICCU di effettuare una modifica al programma, ma non sappiamo se la proposta verrà accettata e quando l’eventuale modifica potrà essere realizzata.

Nuovo CBL – Catalogo delle Biblioteche Liguri

Dal 22 dicembre 2011 è in linea all’indirizzo

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/

il nuovo CBL – Catalogo delle biblioteche liguri che unifica il precedente CBL, funzionante dal 1998 a cura della Regione Liguria, e l’opac della Biblioteca Universitaria di Genova (BUG), attivo dal 2001 (come già spiegato in questo post).

Il nuovo catalogo viene gestito in collaborazione da BUG e Regione e permette quindi di ottimizzare l’uso delle risorse per offrire un punto di accesso unificato a quanti più possibili cataloghi delle biblioteche liguri.

Il nuovo CBL, oltre a fornire numerose funzionalità prima non presenti, rende consultabili sia dati caricati nel suo archivio, tra i quali quelli del Polo SBN regionale ligure, sia opac esterni funzionanti indipendentemente, in particolare quello dell’Università e Comune di Genova e quello del Liguria Sebina Net (numerose biblioteche della Provincia di Genova e della riviera di ponente).

Il CBL è interrogabile sia attraverso l’interfaccia web che attraverso il protocollo Z39.50 (hostname www.catalogobibliotecheliguri.it, porta 2100, database CBL).

Altre informazioni sullo stesso sito dell’OPAC e informazioni ancora più dettagliate, anche sugli aspetti tecnici e sui parametri per l’accesso tramite Z39.50, sul portale Cultura in Liguria, nella sezione dedicata alle biblioteche.

Coloro che mantengono repertori di target Z e gateway Z39.50-http sono senz’altro invitati ad aggiungere il CBL indipendentemente dal fatto che li interpelliamo direttamente a questo scopo, cosa che faremo per quelli che conosciamo.

L’elenco delle biblioteche rappresentate si trova su

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/biblioteche.jsp

Per motivi tecnici non è per ora possibile rendere accessibili dati di alcune altre biblioteche, ma speriamo di poter rimediare quanto prima.

I vecchi indirizzi del CBL e dell’opac della BUG sono ancora attivi e puntano al nuovo opac, ma si consiglia di ignorarli e memorizzare invece il nuovo.

Il CBL è inoltre tra i cataloghi interrogabili dal Metaopac Azalai Italiano.

Nel nuovo CBL è possibile, come nell’opac BUG dismesso, indirizzare direttamente gli utenti sulla propria biblioteca.

Occorre utilizzare un indirizzo in questa forma:

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/free.jsp?biblioteche=<identificativo biblioteca>

Esempi:

link alla Biblioteca Universitaria:

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/free.jsp?biblioteche=IT-GE0038

link alla Biblioteca del Civico Museo dell’Attore del Teatro Stabile di Genova

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/free.jsp?biblioteche=IT-GE0041

L’identificativo è il codice ISIL o in qualche caso un codice assegnato appositamente alle biblioteche ancora prive di codice ISIL, che si desume dalla scheda della biblioteca presente sullo stesso CBL (in caso di dubbio rivolgersi a Beppe Pavoletti ai recapiti indicati sotto).

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi altra informazione.

Saranno graditi commenti, suggerimenti e segnalazioni di eventuali errori (rivolgersi a Beppe Pavoletti, email giuseppe.pavoletti@regione.liguria.it, tel. 0105484616).

Prestito e stampe in SbnWeb

Come sappiamo, non tutte le biblioteche del polo gestiscono in SBN anche il prestito e gli altri servizi, per vari motivi.

Non ci sono obblighi in questo senso, ma sarebbe una buona cosa che tutti valutassero se la gestione dei servizi in SbnWeb è conforme alle loro esigenze: chi poi la giudica non idonea fa benissimo a non usarla.

Alcuni che hanno fatto questa valutazione hanno riscontrato soprattutto il seguente elemento negativo: il programma stampa sempre un distinto modulo per ogni documento dato in prestito anche contemporaneamente allo stesso utente, per cui se un lettore si presenta con più libri bisogna stampare altrettanti moduli, non è possibile stamparne uno solo con l’elenco di tutti i libri consegnati contemporaneamente.

Questo comporta un evidente spreco di tempo, carta e inchiostro.

Al corso su SbnWeb abbiamo fatto presente il problema a Gabriella Contardi dell’ICCU, ed è risultato che la modifica del programma è una evolutiva di entità non banale, quindi non si sa se e quando potrà venire presa in considerazione.

La stampa del modulo ha principalmente due scopi:

  • mettere il modulo nello scaffale al posto del libro, cosa che si fa soprattutto nei magazzini, raramente nello scaffale aperto, ed evidentemente richiede la per sua natura la stampa di un modulo distinto per ogni volume
  • avere la firma dell’utente per ricevuta, in modo che il lettore non possa poi negare di avere ricevuto il prestito.

Di solito nelle biblioteche di pubblica lettura è rilevante soprattutto il secondo uso.

Il problema si potrebbe eliminare alla radice semplicemente non facendo più la stampa del modulo e quindi rinunciando alla firma per ricevuta (almeno finché non si potrà utilizzare la firma digitale dell’utente).

Alcune biblioteche lo fanno già, e per quanto ne so io non hanno grossi problemi, ossia molto raramente o mai un lettore nega falsamente di aver avuto qualcosa in prestito.

Resta certo che se qualcuno lo fa quel libro si può considerare perso, non essendoci mezzi per dimostrare che il prestito sia stato effttivamente effettuato. Se si tratta però di casi molto rari si potrebbero computare tra i costi del servizio come i libri persi per furto o per usura.

Sarebbe utile sentire altri pareri ed esperienze, sia dalle biblioteche che gestiscono i servizi con SbnWeb sia dalle altre, quindi chi lo desidera può intervenire, oltre che nella mailing list del Polo, anche scrivendo qui sul blog.

Documentazione sul polo SBN client/server

Come si sa, il nostro vecchio applicativo SBN client/server è stato definitivamente disattivato il 31 agosto 2011 (in questo articolo si trovano le statistiche sui contenuti del polo alla data della sua chiusura in esercizio, 10 giugno 2011).

Abbiamo però provveduto a conservare quanti più documenti e materiale possibile del vecchio applicativo, poiché anche questa è documentazione sulla storia delle biblioteche. Non si capisce infatti perché se una biblioteca ha un catalogo di due o tre secoli fa lo conserva accuratamente appunto come documento storico, indipendentemente dal fatto che sia ancora utilizzabile come catalogo, mentre se cambia sistema informatico di quello precedente si debba perdere ogni traccia.

Del polo client/server, attivo dal 5 luglio 2001 al 10 giugno 2011, rimangono quindi, oltre ai nostri ricordi, i seguenti materiali:

  • scarico Unimarc completo di tutti i dati del polo
  • gli stessi dati convertiti in XML
  • sempre gli stessi dati visualizzati in formato unimarc  etichettato (adatto per la lettura)
  • le immagini di una serie di schermate che documentano le principali funzioni e attività del programma
  • tutti i manuali (sia quelli ufficiali dell’ICCU che alcuni prodotti da altri)
  • i file di installazione di numerose versioni del client  (non tutte)
  • i file in formato testo e PDF delle stampe del catalogo e di parte del topografico della biblioteca 03
  • l’inventario di una serie della biblioteca 03 in formato testo delimitato
  • scarico in formato testo di alcune delle tabelle più importanti  del database Informix utilizzato da client/server

Stampa del catalogo, inventario e topografico sono disponibili solo per la biblioteca 03 (Biblioteca di biblioteconomia della Regione Liguria) perché tali elaborati non si possono produrre centralmente, e nessuna altra biblioteca li ha forniti.

Tutti questi materiali sono a disposizione di chiunque sia interessato, non solo dei bibliotecari che lavorano in SBN (rivolgersi a Beppe Pavoletti della Regione Liguria, email giuseppe.pavoletti@regione.liguria.it, tel 0105484616).

Note all’inventario

Viene qui descritta la configurazione dei tipi di note all’inventario, che sono molto importanti per chi fa descrizioni approfondite degli esemplari (per lo più nel libro antico, ma si può benissimo fare anche col moderno).

Anche chi non ha ancora utilizzato questa funzionalità può aver notato che nella schermata in cui si inseriscono i dati di inventario (consistenza, valore, tipo fruizione ecc.) oltre al solito campo Precisazione del volume c’è una icona contraddistinta dalla scritta Note.

Questa icona permette di inserire un numero a piacere di note codificate in modo da distinguerne il tipo.

Il tradizionale campo Precisazioni andrebbe quindi usato solo quando non ci sono note applicabili, e probabilmente anche per questo ha una lunghezza ridotta che non permette di inserire informazioni molto approfondite.

L’elenco dei tipi di note previsti non è standardizzato ma è di polo.

Lo abbiamo definito anche grazie ai suggerimenti di una catalogatrice, e il risultato si può vedere sia dalla procedura di inventariazione sia sotto Amministrazione del sistema -> Gestione codici, tabella CNOT Note all’inventario, ed è riportato di seguito:

  • AA Copia autografa (316)
  • CO Descrizione dello stato di conservazione (316, 141$d, 141$f)
  • DA Dedica dell’autore (316)
  • DC Note sul corpo del documento (317, 141$e)
  • DL Note sulla legatura (316, 141$b)
  • IF Infestazioni (parassiti) (316)
  • IM Illustrazioni manoscritte in tutto o in parte (es. colorate a mano nell’esemplare) (316)
  • IN Infezioni (muffe) (316)
  • LC Legato con (482)
  • NO Parti non originali diverse dalla legatura (es. etichette, carte ecc.) (316)
  • NP Note di possesso/provenienza (317)
  • PC Precedente collocazione (316)
  • TP Postille e altre aggiunte manoscritte (316)

Il significato dei codici dovrebbe essere immediatamente chiaro; il numero tra parentesi dopo la descrizione è il campo Unimarc che corrisponde, almeno approssimativamente a quel dato; serve come riferimento ad uno standard, non vuol dire che siamo obbligati ad inserire tutto come previsto dall’Unimarc (specialmente per quanto riguarda il campo 141 che contiene solo dei codici e non un testo discorsivo) né che il programma esporti il testo di quelle note nei campi indicati qui, perché tale configurazione non è prevista.

Trattandosi di note all’inventario, esse sono di biblioteca e sempre legate ad un esemplare, ma poiché possono contenere informazioni utili a tutti raccomando di inserirle sempre nel modo più chiaro possibile: evitare, ad esempio, di usare sigle incomprensibili al di fuori della biblioteca; per note di interesse esclusivo della biblioteca usare piuttosto il tradizionale campo Precisazioni, che spesso ha già appunto questo ruolo.

Da ricordare sempre che si tratta di note all’inventario, e quindi riferite ad una particolare copia del documento, non ad una edizione: ad esempio, se le illustrazioni colorate a mano sono una caratteristica dell’edizione non devono essere indicate qui, mentre vanno indicate se nell’edizione erano in bianco e nero e sono state colorate nel particolare esemplare che si possiede.

La nota su possessori e provenienze non sostituisce il relativo legame, ma serve per informazioni di tipo discorsivo che attraverso il legame non si possono esprimere.

L’elenco non è assolutamente definitivo e può sempre essere integrato, quindi chi ha esigenze che non sono coperte dai tipi di note individuati finora è invitato a manifestarle.

Per quanto riguarda l’inserimento di queste note, funziona come diversi altri campi analoghi in SbnWeb: l’icona con la matita serve per inserire una nuova nota, a fianco di ogni nota compare un’icona con la pattumiera che serve per cancellare la nota stessa.

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