Pubblicato da: beppe2 su: 22 gennaio 2010
Circola tra i bibliotecari l’idea che non sia consentito correggere i BID CUB, indipendentemente dal loro livello di autorità.
Poiché non avevamo una fonte per questa disposizione, che sembrava inoltre piuttosto strana anche nel merito, abbiamo chiesto informazioni alla dott.ssa Sapori che, oltre ad essere, come tutti sanno, un esperta di catalogazione SBN, fa anche parte del gruppo di addetti alla manutenzione dei dati in indice.
La dott.ssa Sapori ha risposto che un tempo c’era questa disposizione, dovuta al fatto che la BNCF doveva ancora lavorare su questi BID, ma è tramontata da moltissimo tempo, anzi c’è proprio il suggerimento di intervenire tranquillamente dove se ne vede la necessità perché diverse di queste (derivanti per lo più, almeno in origine, dal riversamento di cataloghi cartacei) hanno gravi difetti.
Pubblicato da: beppe2 su: 11 gennaio 2010
Spesso i catalogatori meno esperti si pongono dubbi su come trattare le monografie collegate a periodici, ad esempio i numeri monografici (altre volte non se le pongono quando sarebbe meglio che lo facessero).
In realtà, la cosa è chiaramente spiegata nel manuale SBN (numeri monografici a p. 152 e supplementi p. 165) e non presenta alcuna particolare difficoltà, ma qui riassumo i punti principali con qualche considerazione aggiuntiva:
Non c’è quindi alcuna necessità di elaborare soluzioni di fantasia, per esempio creare una nuova notizia di natura S con il titolo del periodico e i dati del numero monografico indicati in nota, come pure è stato fatto di recente.
Naturalmente vanno descritti come monografie quei numeri che hanno le caratteristiche di una monografia, non si descrive arbitrariamente come M un fascicolo qualunque di periodico, magari usando il titolo del periodico come titolo della presunta monografia e la numerazione come complemento del titolo!
E’ chiaro che per fare il legame il titolo del periodico deve esistere, quindi se non è già presente bisogna crearlo, e questo anche se non si possiede alcun altro numero del periodico. Può avvenire però che la
monografia riporti i dati del periodico in modo incompleto: se si riesce comunque ad identificare il periodico con sicurezza si può integrare la catalogazione con dati provenienti da altre fonti, come ACNP o altri cataloghi non SBN (fare sempre attenzione ad indicare comunque correttamente la consistenza di indice), altrimenti è meglio non crearlo, indicando però la cosa in nota (ad esempio: Numero monografico di un periodico dal titolo …. ma non meglio identificato o altre espressioni appropriate).
Pubblicato da: beppe2 su: 11 gennaio 2010
Come si sa, con il tipo di data F (data incerta) il campo Data1 non è obbligatorio ma può comunque essere compilato se lo si ritiene opportuno.
Ci si pone quindi il problema di quando sia il caso di compilarlo.
A questo proposito bisogna tenere conto che quella data serve per la ricerca e per l’ordinamento dei risultati, quindi dovrebbe essere una data ragionevolmente prevedibile da parte di chi cerca, altrimenti il titolo verrebbe sistemato in una posizione che nessuno si immagina per cui sfuggirebbe facilmente all’attenzione, con rischio di creazione di duplicati.
A mio parere quindi conviene utilizzare il seguente criterio:
Naturalmente ciò non riguarda la descrizione, in cui si inserisce comunque la data nella forma che si giudica migliore, essendoci molte possibilità per esprimere adeguatamente date incerte.
Pubblicato da: beppe2 su: 16 ottobre 2009
Forse non tutti sanno già che la versione 5 del client Stonegate (come del resto anche la 4) ha una funzionalità di diagnostica utile quando ci sono problemi di collegamento difficili da risolvere.
Questa funzionalità produce un file che contiene un gran numero di informazioni sulla configurazione del PC e della VPN in particolare, e che può essere mandato all’assistenza perché lo esamini.
Per ottenere questo file procedere nel modo seguente:
A questo punto il file può essere esaminato e inviato dove necessario (si tratta di un file zippato che al suo interno ne contiene numerosi altri con le varie informazioni, molto interessanti).
Pubblicato da: beppe2 su: 7 ottobre 2009
E’ bene ricordare che gli scarichi Unimarc di grosse dimensioni, specialmente quelli dei dati di tutto il polo, andrebbero eseguiti nel fine settimana
per evitare il rischio di interferire con le normali attività del polo, ad esempio causando rallentamenti.
E’ vero infatti che gli scarichi Unimarc partono di notte, ma quelli molto grossi durano parecchie ore e quindi si prolungano abbondantemente durante la giornata successiva.
Succede anche che qualcuno esegua lo scarico di tutto il polo pensando di fare solo quello della propria biblioteca: per selezionare una o più biblioteche bisogna però, dalla finestra di dialogo dello scarico Unimarc, selezionare il tab Biblioteche (primo a destra) e lì inserire i codici delle biblioteche interessate.
Pubblicato da: beppe2 su: 22 settembre 2009
Abbiamo avuto da Massimo Gentili Tedeschi dell’Ufficio Ricerca Fondi Musicali della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, che è uno dei principali collaboratori alla stesura delle regole di catalogazione per il materiale musicale, in particolare in SBN, alcuni importanti chiarimenti sul titolo uniforme musicale.
Nella circolare dell’ICCU sull’argomento inviata nel settembre 2008 (si veda http://pololig.wordpress.com/2009/03/02/titoli-uniformi-musicali/) c’era un punto poco chiaro, e precisamente il seguente:
3. In caso di titoli uniformi di riduzioni, arrangiamenti, trascrizioni, etc. di opere originali è preferibile sempre catturare titoli uniformi, se esistenti; altrimenti si procederà ad una creazione ex novo.
Ora Gentili Tedeschi ha chiarito che ciò che si intende è che per ora non si dovrebbero creare titoli uniformi relativi a riduzioni, arrangiamenti, trascrizioni, e quindi al livello dell’espressione, ma limitarsi al titolo dell’opera.
In questo modo si dà al titolo uniforme musicale la sua funzione corretta di riferimento all’opera (work, in senso FRBR) mentre, non esistendo il livello intermedio, le informazioni pertinenti all’espressione vengono portate a livello di manifestazione, quindi sul record bibliografico. Questo implica il fatto che si devono ripetere, codificate o meno, su ogni descrizione, ma evita il proliferare di titoli uniformi diversi (perché riferiti ad espressioni diverse) per la stessa opera.
Da parte mia aggiungerei che questo è collegato alla “compressione” del livello dell’espressione che è ben evidente nelle REICAT anche indipendentemente dal materiale musicale, e di cui abbiamo già parlato ampiamente anche nelle lezioni di catalogazione.
In linea di principio, un corretto trattamento dell’espressione dovrebbe richiedere un legame gerarchico tra titolo dell’opera e titolo dell’espressione, e poi un altro livello di legame tra espressione e manifestazione, cosa che però dal punto di vista pratico potrebbe essere un po’ complicata.
Con i legami attualmente previsti da SBN invece potremmo solo legare al titolo della manifestazione (cioè il titolo M o anche N o T) sia il titolo dell’opera che quello dell’espressione, con evidente ridondanza ed appesantimento dei dati, oppure limitarci a quello dell’espressione frammentando quindi l’opera in una molteplicità di titoli.
Rispetto a queste due soluzioni, entrambe palesemente assai difettose, mi sembra certamente meglio limitarsi a formulare il titolo uniforme per l’opera.
Pubblicato da: beppe2 su: 22 settembre 2009
Forse non tutti ricordano che con la collocazione esplicita non strutturata, che è trattata dal programma come una stringa di caratteri, se si vuole un ordinamento corretto dei numeri bisogna farli precedere da degli zeri in modo da ottenere numeri a lunghezza fissa.
Esempio: se si inseriscono le collocazioni M 1, M 2, M 100, M 2374, M 3 il programma le ordina in questo modo:
M 1
M 100
M 2
M 2374
M 3
perché ragiona come se fossero parole, e quindi considera il primo carattere, a parità il secondo ecc. Per avere l’ordinamento numerico corretto bisogna inserire degli zeri a sinistra in modo da avere dei numeri di lunghezza fissa, per esempio di 5 caratteri: M 00001, M 00002, M 00100, M 02374, M 00003.
Naturalmente chi adotta questa soluzione faccia attenzione a scegliere un numero di zeri che sia sufficiente anche per il futuro man mano che i numeri aumentano.
In realtà, avere nel topografico i numeri ordinati come caratteri non compromette l’uso dello stesso: basta sapere come avviene l’ordinamento e si trova sempre la collocazione desiderata. In questo modo però per lo più quanto appare nel topografico non corrisponde più alla collocazione fisica dei documenti, dove di solito i numeri sono ordinati dal più piccolo al più grande e non alfabeticamente.
Pubblicato da: beppe2 su: 13 agosto 2009
Ad uso dei principianti di SBN, un piccolo prospetto delle principali informazione che sono previste dalla descrizone ISBD ma in SBN si trattano come legami o in campi specifici. Alcuni infatti, anche se hanno studiato diligentemente la teoria, al momento di catalogare dimenticano alcune di queste cose e quindi creano descrizioni che in SBN sono errate. Saranno eventualmente gli opac che, sulla base dei dati SBN, provvederanno a visualizzare una descrizione ISBD standard completa di tutti gli elementi.
Non va in area 1 tra quadre dopo il titolo proprio, ma si esprime attraverso il codice di genere, che raccomando di utilizzare sempre, quando applicabile, anche se per ora è obbligatorio solo per i documenti elettronici. In realtà non tutti i codici di genere corrispondono alla designazione generica del materiale, alcuni sono ulteriori specificazioni che si possono aggiungere se necessario. Ad esempio una bibliografia in formato elettronico avrà il codice X per archivio elettronico (designazione generica) e il codice A per bibliografia.
Esempio: NON
*Fidelio [audioregistrazione] / Ludwig van Beethoven
MA
*Fidelio / Ludwig van Beethoven
con codice di genere 6 (registrazione sonora musicale)
Non si mette in descrizione in area 1 ma si crea un legame con un titolo di natura P
Non si mette in descrizione in area 6 ma si crea un legame ad un titolo di natura C. Pertanto l’area 6 in SBN non viene mai usata in descrizione.
Non si mettono in descrizione in area 8 ma nell’apposito campo. Poiché l’area 8 non è prevista in alcun modo nella descrizione SBN, non va usata neppure per indicare le condizioni di disponibilità e il prezzo (se si ritiene necessario si possono indicare in nota).
L’espressione è ambigua: se si intende il titolo di raggruppamento, bisogna creare un legame ad un titolo di natura A o B; se si intende il titolo dell’edizione su cui è basata una traduzione, deve essere solo citato in nota. Se si ritenesse di dover dare un accesso a quel titolo, ad esempio perché presente con particolare evidenza sulla pubblicazione, dovrebbe essere creato un legame ad un titolo di natura D.
I titoli citati in nota per qualunque motivo non costituiscono un elemento di accesso, quindi se si vuole rendere possibile una ricerca per quei titoli bisogna fare un legame alla notizia con la natura appropriata. Di solito quando si crea il legame non si cita il titolo anche in nota, ma in qualche caso può essere utile farlo, ad esempio per rendere la descrizione più comprensibile.
Nel caso di numeri monografici di periodici (se li si vuole descrivere autonomamente) o di supplementi di periodici, il titolo del periodico è un elemento di accesso importante, quindi non basta citarlo in nota, né tanto meno bisogna infilarlo a forza in area 1 creando dei miscugli di titoli di diverso livello, ma si deve creare un legame al periodico, e questo anche se la biblioteca non avesse alcun altro numero di quel periodico. Se però il periodico non fosse chiaramente identificabile, non si dovrebbe creare il legame, ma consiglierei di indicare la cosa in nota per segnalare l’incompletezza sia ai lettori che agli altri catalogatori.
Le varianti del titolo importanti per la ricerca devono essere segnalate con dei titoli di natura D e non citate solo in nota (di solito non si citano, ma – come osservato – lo si può fare se lo si giudica importante per la chiarezza della descrizione).
Pubblicato da: beppe2 su: 13 agosto 2009
Spesso qualcuno si chiede quale sia in SBN il legame tra l’estratto e la pubblicazione di origine.
La risposta è semplicissima: non è previsto nessun legame tra le due descrizioni, il titolo della pubblicazione madre si indica solo in nota (cfr. manuale M5B p. 68).
Pubblicato da: beppe2 su: 13 agosto 2009
A volte qualcuno rimane perplesso scoprendo che i legami 51 non si possono cancellare e modificare come gli altri dalla normale procedura di variazione legami e cancellazione legami.
Questi legami gerarchici vanno trattati dal basso, ossia a partire dalla notizia di livello inferiore (quella di arrivo del legame), che li vede come legami 01 (non contiene, ma fa parte di).
Si può quindi cercare direttamente la notizia inferiore, oppure partire dalla superiore, selezionare la notizia sul cui legame si vuole intervenire e andare in gestione bibliografica. In qualunque modo si sia fatta la ricerca, qui il reticolo apparirà visto a partire dalla notizia inferiore selezionata, con sotto quella superiore. Per intervenire sul legame bisognerà quindi, secondo il solito, selezionare la superiore, essendo questa la notizia di arrivo del legame stesso.
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