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Legame al luogo dai documenti moderni

Recentemente nella lista AIB-CUR è sorta una discussione sul legame alla forma normalizzata del luogo per i libri moderni, in seguito alla quale l’ICCU ha inviato importanti chiarimenti (a firma di Patrizia Martini e Gabriella Contardi).

Benché i messaggi mandati ai AIB-CUR di per sé non siano pubblici ma riservati agli iscritti di quella lista, in questo caso – visto l’argomento di interesse generale e l’ufficialità della fonte – mi pare di non fare nulla di male a riportare qui le indicazioni dell’ICCU.

Queste indicazioni, così come scritte, sono un po’ contradditorie, perché prima dicono che il legame al luogo non è previsto dalle regole e subito dopo citano REICAT 0.4.3.8 che lo prevedono, considerandono facoltativo.

In ogni caso è chiara l’indicazione dell’ICCU di limitare l’uso del legame al luogo normalizzato ai soli casi indicati, cioè libri antichi, materiali speciali e libri moderni con forme desuete o poco note dei luoghi.

Bisogna quindi attenersi a questa indicazione.

Il legame al luogo normalizzato di edizione o di stampa è raccomandato solo per il libro antico, per il materiale musicale e per gli altri materiali speciali quali la grafica e la cartografia che sono catalogati secondo linee di catalogazione specifiche e comprendono al loro interno documenti sia antichi sia moderni.

Il legame al luogo normalizzato per il libro moderno non è previsto nelle normative: REICAT; Circolare di applicazione delle REICAT,(2010); Guida alla Catalogazione. Libro moderno (ed. 1995 e ed. draft 2013).Mentre nel paragrafo 0.4.3.8, delle REICAT, si raccomanda la creazione di elementi di accesso controllati per i luoghi di pubblicazione per le pubblicazioni antiche e gli altri materiali.

In Indice non è stato introdotto un vincolo per impedire il legame ai luoghi normalizzati per il libro moderno per i seguenti motivi:

  • per consentire la catalogazione dei materiali speciali quali grafica, cartografia e musica anche secondo la linea di catalogazione /Materiale moderno/, e quindi creare degli accessi controllati per i luoghi normalizzati per le edizioni antiche;
  • per i rari casi di forme desuete o poco note dei luoghi [nell’originale segue riferimento ad un altro messaggio sulla lista]

Per tutti gli altri casi di catalogazione del materiale moderno si raccomanda di non creare legami con i luoghi, essendo inutili in presenza nell’area 4 di forme che non richiedono normalizzazione.

Inoltre un’alta frequenza di tali inutili legami ai luoghi di pubblicazione vanifica la ricerca per luogo nell’Indice gestionale che in navigazione sui titoli collegati ha il limite di 2500 record.

Gabriella Contardi
g.contardi@iccu.sbn.it

Patrizia Martini
p.martini@iccu.sbn.it

Correzione nota ISBD

Può avvenire che sia necessario correggere la nota alla descrizione ISBD di un BID con livello di autorità elevato, in particolare nella catalogazione del libro antico per registrare una nuova variante.

Questo non si può fare tramite la normale correzione della descrizione, ma è possibile utilizzando l’apposita voce Correggi nota ISBD sotto Vai a -> Gestione bibliografica (se si ha il livello sufficiente per correggere non è necessario usare questa opzione).

Se non si ha il livello di autorità sufficiente non è invece possibile aggiungere una nuova impronta.

Due dubbi sulla catalogazione a livelli dell’antico

Alcuni catalogatori hanno posto due interessanti quesiti sulla catalogazione a livelli dell’antico, ai quali sono state trovate le risposte riportate qui di seguito.

1. Il legame al luogo dai titoli inferiori antichi deve essere sempre fatto, anche quando il luogo è uguale a quello del livello superiore?

La Guida SBN antico dice semplicemente che questo legame si applica alle notizie M e W, per cui sembra implicito che esso si applichi anche alle inferiori.

Le REICAT ne parlano solo in termini generici e la circolare ICCU del 2010 sull’applicazione della REICAT in SBN non dice niente, quindi da queste fonti non si possono dedurre indicazioni differenti.

Anche nel Manuale Sapori non ci sono riferimenti espliciti per cui abbiamo chiesto un parere alla stessa Giuliana Sapori, che ha risposto di non aver mai avuto dubbi che il legame con il luogo sia da fare in ogni caso. La vecchia guida, quando il luogo era ancora un campo della Carta d’identità e non un legame, lo prescriveva per tutte le notizie M e W. Il luogo era considerato una caratteristica che distingueva il documento, alla pari della lingua o del paese. Quando è divenuto un legame non sono stati esplicitati cambiamenti nei criteri in base a cui il dato si riporta.

Direi quindi che non c’è dubbio che ci si debba attenere a quanto indicato, cioè: il legame al luogo nelle notizie antiche inferiori si riporta sempre.

Da parte mia aggiungerei che il legame al luogo facilita evidentemente il reperimento del singolo volume nelle ricerche per luogo, ma è utile soprattutto con le inferiori dotate di titolo significativo, perché permette ricerche per titolo e luogo, mentre per le inferiori senza titolo significativo l’utilità mi sembra minore.

Questo per quanto riguarda l’antico: per il moderno il legame al luogo non è obbligatorio (anche se è utile), quindi il problema non si pone e si può decidere come si ritiene meglio.

2. Nelle notizie inferiori dell’antico vanno ripetute le dimensioni anche quando sono uguali a quelle date nel livello generale?

Il dubbio deriva dal fatto che la Circolare dell’ICCU sull’applicazione delle REICAT in SBN, a p. 10, dice:

Per la registrazione bibliografica della singola unità (livello II o III) si seguono le norme stabilite dalla Guida SBN. Alcuni elementi già inclusi nella descrizione generale vengono ripetuti nella registrazione bibliografica delle singole unità (in area 1 le indicazioni di responsabilità principale e coordinata, in area 4 il luogo di edizione e l’editore, in area 5 le dimensioni).

però nella Guida del moderno le dimensioni vengono sempre riportate (negli esempi, perché nel testo non ho trovato indicazioni esplicite), mentre in quella dell’antico no. Per contro la circolare elenca le dimensioni tra i dati da ripetere senza particolari previsioni per l’antico.

Abbiamo quindi chiesto chiarimenti all’ICCU, che ha risposto che nella nuova Guida SBN non si prevede di modificare quanto previsto dalla Guida precedente su questo punto, per cui le dimensioni nelle notizie inferiori antiche non vanno riportate se sono uguali a quelle inserite nel livello generale.

Bisogna ricordare a questo proposito che nell’antico non è prevista la descrizione aperta del livello superiore, quindi non può avvenire che ad unica superiore siano legate un gran numero di notizie relative ad edizioni diverse della pubblicazione, con possibili variazioni anche notevoli delle dimensioni.

Bibliotecari abilitati a catalogare solo l’antico

Una cosa che abbiamo scoperto nei giorni scorsi e che non era per niente ovvia: in SbnWeb non si dovrebbero abilitare bibliotecari alla sola catalogazione dell’antico, anche se il programma lo permette, perché un bibliotecario con questa abilitazione non può fare alcuna creazione, neppure a livello 04 (Proposta di acquisto).
In tali casi infatti il programma segnala la mancanza delle necessarie abilitazioni.

In pratica quindi bisogna che tutti coloro che catalogano siano abilitati alla gestione del materiale moderno, anche se sono addetti solo all’antico.

Anche gli incunaboli in SBN

L’ICCU ha stabilito, con circolare n. 608.SBN.3.3 del 24 febbraio 2012, che ora anche gli incunaboli si catalogano in SBN.

In realtà, come dice la circolare stessa, questo si faceva già in diversi poli (compreso peraltro il nostro, e col pieno accordo del responsabile del polo) ma il criterio ufficiale sarebbe stato quello di non catalogarli.

Fortunatamente è stata riconosciuta l’inutilità di questa limitazione, che a mio avviso era forse uno degli ultimi residui della vecchia tendenza a suddividere i materiali creando molteplici basi dati specializzate (tendenza che in origine poteva anche derivare almeno in parte da ragioni tecniche), e quindi oggi gli incunaboli si possono catalogare senza che nessuno possa sollevare obiezioni.

Da parte mia spero che prima o poi si arrivi a superare anche un’altra attuale limitazione (forse l’ultima rimasta), quella per cui si possono catalogare in SBN solo i manoscritti musicali e cartografici e non gli altri, anche se hanno forma bibliografica (ad esempio libri ed opuscoli manoscritti).