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Fascicoli staccati

Succede talvolta che una biblioteca possieda uno o più singoli fascicoli di un’opera pubblicata a fascicoli destinati poi ad essere rilegati, e che questi fascicoli abbiano un interesse autonomo, normalmente perché hanno un certo carattere monografico, ossia presentano un contenuto compiuto e fruibile anche al di fuori dell’opera completa, per cui la biblioteca desidera giustamente catalogarli e metterli a disposizione del pubblico.

Il problema è che in questi casi i fascicoli come tali non fanno parte della struttura dell’opera completa, e di conseguenza non si sa bene in quale schema catalografico infilarli.

Va detto che questo è un problema che abbiamo affrontato anche in diversi corsi da noi organizzati senza mai arrivare ad una soluzione definitiva perché le Reicat non trattano molto bene questo caso, anzi ad essere precisi non lo trattano per niente. I paragrafi 4.5.1.2B e 5.4.2 prevedono che di una pubblicazione a dispense possano essere descritti i singoli fascicoli in casi particolari, ad esempio quando il ritmo di uscita è molto lento o quando i volumi non sono stati completati, ma mi sembra chiaro che questo vale se la descrizione a fascicoli è l’unica presente, non se la pubblicazione è già stata descritta completamente e poi c’è una biblioteca che ha un fascicolo solo.

Una soluzione sensata potrebbe essere prendere a modello il trattamento degli estratti: siccome non c’è un legame specifico per gli estratti, basta agire nell’ambito della descrizione, dove si può descrivere il fascicolo come se fosse una pubblicazione autonoma e poi in nota, invece di scrivere Estratto da …, scrivere Fascicolo di …

Un’alternativa ragionevole sarebbe anche quella di utilizzare il titolo comune e il titolo dipendente, adottando come titolo comune quello dell’opera completa e come titolo dipendente quello del fascicolo, preceduto possibilmente da un’opportuna designazione.

A me sembra leggermente preferibile la prima soluzione, perché mette più in evidenza il fascicolo che è il vero e proprio oggetto della descrizione.

In entrambi i casi c’è il problema di dare accesso al titolo che non si sceglie come titolo proprio, ossia quello dell’opera d’insieme nel primo caso e quello del fascicolo nel secondo.

L’unica soluzione possibile mi sembra quella di creare un D per il titolo da rendere ricercabile.

Da notare che sarebbe completamente errato legare il fascicolo alla notizia dell’opera di insieme perché non è previsto nessun legame per questo caso, e un legame gerarchico 01 a partire dal fascicolo sembrerebbe un volume in più della pubblicazione.

Proviamo a fare un esempio (inventato). Supponiamo che ci sia una enciclopedia delle macchine da corsa, della quale abbiamo solo un fascicolo che parla della mitica Porsche 935, ricco di bellissime fotografie, per cui sarebbe un peccato non metterlo a disposizione del pubblico.

Le due tecniche di descrizione che abbiamo ipotizzato darebbero questi risultati:

Porsche 935 / di XYZ. - [resto della descrizione normale, 
in base alle informazioni disponibili]. In nota: 
Fascicolo di: Enciclopedia delle macchine da 
corsa. - (riportare poi almeno l'area della 
pubblicazione e il numero standard, se presente)
Enciclopedia delle macchine da corsa. Fascicolo 37, Porsche 
935 / di XYZ [anche qui resto della descrizione normale, 
riferito al fascicolo; è opportuno riportare in nota 
informazioni più complete sulla pubblicazione madre, 
ed eventualmente altri chiarimenti a seconda della 
necessità].

Chi non è soddisfatto poi può sempre visitare il Museo della Porsche a Zuffenhausen e vedere le 935 dal vero.

Se il fascicolo è privo di titolo specifico si possono utilizzare le regole generali per le pubblicazioni prive di titolo (REICAT 4.1.1.6).

Inventari e collocazioni sul titolo superiore

Sono stati riscontrati casi di reticoli a livelli, ossia con descrizione del livello generale e delle singole unità fisiche (riferiti a pubblicazioni in più volumi o altri tipi di unità fisiche), nei quali qualche biblioteca ha assegnato inventario e collocazione al titolo superiore anziché ai titoli inferiori corrispondenti alle unità.

Non solo, ma qualche volta sono stati assegnati inventari sia alle singole unità che al titolo superiore, rendendo così quanto meno difficile capire quale sia davvero il posseduto di quella biblioteca.

Questa pratica inoltre produce anche il seguente effetto indesiderato nel CBL: facendo una ricerca limitata ad una biblioteca che possiede una o più unità fisiche correttamente inventariate o collocate, viene ovviamente ritrovato anche il livello superiore, nel quale però appare solo la localizzazione della biblioteca che ha inventariato tale livello, creando confusione nell’utente, che pensava di cercare in una biblioteca e ne vede spuntare un’altra.

Bisogna quindi normalmente evitare di inventariare e collocare il livello superiore in presenza di reticoli a livelli.

Dico normalmente perché possono esserci casi di pubblicazioni non a stampa in cui le unità fisiche sono prive di titolo particolare e tanto integrate tra loro da rendere ammissibile, se non preferibile, l’assegnazione di un unico inventario: se però una pubblicazione di questo genere è già stata catalogata a livelli, la biblioteca che aveva programmato di assegnare un unico inventario dovrà per forza assegnarlo al livello superiore (ma in quel caso non assegnerà inventari anche a quelli inferiori!).

Come ovvio, gli inventari si assegneranno solo al titolo d’insieme nei casi in un cui è ammessa la catalogazione ad un unico livello (bid a livello 05, pubblicazioni video e musicali con unità prive di titolo particolare: da ricordare che è sempre obbligatoria, tranne che per gli 05, la creazione di notizie per le unità con titolo particolare).

Conviene quindi che tutti facciano attenzione per il futuro e a cerchino di sistemare gli inventari e collocazioni assegnati in passato in modo errato (purtroppo attualmente non possiamo estrarre un elenco di tutti i titoli superiori che abbiano inventari e collocazioni).

Trattamento pubblicazioni in più unità fisiche

Recentemente mi hanno chiesto quali sono le cose fondamentali da tenere presente per il trattamento delle pubblicazioni in più unità fisiche.

Dopo averla preprato la risposta ho pensato che potesse servire a tutti coloro che non sono ancora molto esperti, per cui la inserisco anche nel blog.

1 – NUOVE CATALOGAZIONI

Dal punto di vista catalografico ovviamente bisogna fare riferimento alla Guida SBN, di cui inutile è inutile fare qui riassunto.

Da leggere bene, comunque in particolare i paragrafi sulle descrizioni a più di tre livelli (rarissime) e quello sui falsi livelli (meno rari). Quest’ultimo paragrafo è piuttosto contorto e si capisce meglio dagli esempi che dal testo, comunque si tratta di questo: ci sono pubblicazioni che apparentemente hanno tre livelli di titoli, ma una numerazione del livello più basso (unità fisica) che si riferisce al titolo d’insieme e non al livello intermedio, come in questo esempio:


TITOLO D'INSIEME
[titolo intermedio 1]
volume 1
volume 2
volume 3
[titolo intermedio 2]
volume 4
volume 5

In questo caso il presunto titolo intermedio si ignora (si segnala solo in nota, o al massimo come titolo D se fosse importante per l’accesso, ma è raro) e si fa una descrizione a due livelli.

Le Reicat inclinano a non creare catalogazioni distinte per le unità fisiche prive di titolo significativo, cioè in SBN i titoli di natura W, ma per ora in SBN si continua a fare queste catalogazioni, che del resto le REICAT non vietano. La recente Circolare dell’ICCU sull’applicazione delle REICAT in SBN specifica però che

Fanno eccezione [al trattamento a livelli] le pubblicazioni costituite da più unità edite insieme contemporaneamente (es. materiale sonoro e musicale, grafico, elettronico) per le quali si può descrivere il livello generale chiuso senza descrivere le singole unità.

Questo del resto era previsto dalla bozza di norme per la catalogazione del materiale video.

Per quanto riguarda i titoli uniformi, nel caso in cui la pubblicazioni in più unità fisiche contenga anche più opere, le REICAT non specificano a quale descrizione vadano legati: io suggerirei di legarli al titolo d’insieme in modo da non disperderli troppo nel reticolo.

Per nuove notizie inferiori, se si tratta di W bisogna crearli partendo dal titolo superiore, perché non si può creare un W da solo. Se si tratta di M si possono creare sia dall’alto che dal basso, ma è consigliabile la seconda soluzione (cioè creare la M e poi il legame 1 al titolo superiore) perché altrimenti non viene fatta la ricerca sul titolo e quindi si rischia di creare dei duplicati, soprattutto se qualcuno avesse già creato la notizia ma senza legarla al titolo superiore.

2 – CATTURE

Catturando un elemento del reticolo viene localizzato l’intero reticolo, quindi tutti gli M e W inferiori.

Se non si possiedono tutti i volumi corrispondenti, non bisogna effettuare la normale cattura, ma utilizzare la funzionalità Gestione livelli 51, accessibile da Vai a -> Gestione bibliografica: viene visualizzato il reticolo, nel quale si possono selezionare con il doppio click i BID da catturare (doppio click di nuovo per deselezionarli).

La scelta riguarda solo i BID gerarchimente inferiori, cioè appunto legati con legame 51 (contiene), tutti gli altri titoli (A, B, C, T, D, P) vengono catturati automaticamente.

Se si cattura qualche bid per sbaglio bisogna – a seconda se è un M o un W – utilizzare la cancellazione titolo oppure delocalizzarlo in biblioteca, polo e indice (in questo secondo caso, se non ha altre localizzazioni in polo andrebbe poi eliminato del tutto, e a questo scopo bisogna avvertire il responsabile del Polo).

3 – COLLOCAZIONE

Se si vuole, si può dare a ciascun volume una collocazione indipendente, utilizzando quindi lo stesso metodo che si usa per i volumi singoli.

Questo però comporta diversi inconvenienti: in Esame collocazioni si vedono i singoli volumi, e può essere difficile capire di che cosa si tratta, soprattutto se sono W. Inoltre con alcuni tipi di collocazione, in particolare quelli che prevedono il numero di catena, se non si hanno subito tutte le unità fisiche diventa impossibile aggiungerle poi di seguito, perché nel frattempo saranno stati collocati altri volumi.

Si può però anche creare una collocazione a livelli, ossia dare una collocazione al titolo superiore, ed identificare ogni unità fisica con una indicazione della sequenza, cioè della posizione in quell’unità è collocata. L’inventario si dà sempre al livello dell’unità fisica, quindi al BID di livello più basso.

Si procede in questo modo: si parte dalla prima unità fisica che si vuole collocare, si assegna l’inventario nel modo consueto, poi in collocazione si sceglie il tab “Nuova collocazione a livelli”, e si assegna la collocazione al titolo superiore e la sequenza all’unità fisica.

E’ molto importante compilare anche la consistenza, che si riferisce all’insieme della collocazione, e non dovrebbe contenere solo il numero totale delle unità fisiche, ma l’elenco, ad esempio non:

7 v.

ma

v. 1-7
oppure
v. 1-3, 5 (2 copie), 6-7
(in entrambi questi esempi il totale è 7 volumi ma evidentemente la consistenza è diversa)

Altri esempi:


v. 1-3
v. 2,4,6-8

Dalla seconda unità fisica in poi, una volta assegnato l’inventario, si sceglie il tab Collocazioni presenti nel reticolo, si sceglie la collocazione desiderata e si procede come prima, aggiornando la consistenza se necessario (qualunque volume si collochi, il programma mostra sempre la consistenza complessiva della collocazione).

La sequenza, come detto, rappresenta l’ordine in cui sono fisicamete collocate le unità: se la pubblicazione presenta un ordine numerico o alfabetico normalmente si segue quello, ma se per qualche motivo si collocano i volumi in un ordine diverso, la collocazione deve riportare quest’ultimo e non quello della pubblicazione. Ovviamente se la pubblicazione non ha una suo ordine intrinseco si sceglierà comunque un ordinamento ai fini della collocazione.

Questo dato può corrispondere o no alla numerazione del volume presente in descrizione, non c’è un collegamento necessario tra i due dati.

Se si hanno più copie di alcune o tutte le unità fisiche, non si è assolutamente obbligati a collocarle tutte insieme: si possono aggiungere alla stessa collocazione, creare nuove collocazioni a livelli o anche collocare singolarmente i volumi doppi.

Infine, un consiglio generale: se possibile, quando si è inesperti è meglio non trattare subito reticoli molto grossi, come quelli delle grandi enciclopedie o altre opere di consultazione, che di solito contengono molte edizioni dei diversi volumi, e in aggiunta molti duplicati e catalogazioni fatte male, per cui può essere difficile individuare i volumi da catturare. E’ consigliabile invece acquisire prima un po’ di esperienza con reticoli a livelli ma più semplici.