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Prima bozza della nuova Guida alla catalogazione in SBN

Il 12 giugno 2012 l’ICCU ha pubblicato sul suo sito la prima bozza della nuova Guida alla catalogazione in SBN, basata su REICAT e ISBD Consolidated.

La bozza comprende le parti sui codici, i numeri standard e la descrizione, mentre manca ancora quella sui legami.

Si tratta di una versione che l’ICCU definisce prototipale, senza entrare in dettagli circa la sua applicabilità immediata.

Tuttavia queste parole dell’introduzione del Direttore dell’ICCU alla Guida

Il carattere  in progress  di questa edizione on-line è dovuto ad una serie di fattori: da un lato, considerando il notevole sviluppo che SBN ha avuto negli ultimi anni presso una molteplicità di nuovi Poli e applicativi non SBN nativi, si è ritenuto più utile mettere subito in linea quanto finora prodotto, per dare un supporto, anche se parziale, alle nuove realtà

fanno pensare che sia possibile l’applicazione immediata della nuova guida.

A mio parere tale applicazione (previo debito studio!) si potrebbe considerare già ora possibile soprattutto per cose che risultavano non chiaramente disciplinate dalla combinazione Guida SBN 1995 + REICAT + Circolare ICCU del 2010, e se non si tratta di innovazioni troppo radicali e di ampia portata rispetto alle regole attuali, innovazioni per le quali mi sembra più consigliabile aspettare la versione definitiva oppure istruzioni più esplicite.

Inoltre mi pare che si possano applicare eventuali indicazioni che correggono esplicitamente Circolare e dalle FAQ del 2010.

Si tenga presente che la nuova Guida, oltre a non essere definitiva, è ancora incompleta, quindi alcune parti potrebbero non essere ancora pienamente comprensibili: in questi casi, ed in tutti i casi dubbi, bisogna applicare i documenti già consolidati e non la Guida. Ad esempio, la bozza mantiene i titoli T, che invece da circolare e FAQ sembravano destinati a sparire, ma senza la parte sui legami non possiamo sapere che ruolo avranno: forse saranno riservati a casi particolari, oppure saranno mantenuti solo come soluzione non preferenziale. Nel dubbio, meglio limitarsi per ora ad applicare solo circolare e FAQ.

Per tutto il resto naturalmente resta fermo quanto stabilito dai documenti precedenti.

Interessante inoltre il fatto che l’ICCU dichiara che la pubblicazione della versione draft ha lo scopo di valutare eventuali osservazioni dei bibliotecari che lavorano in SBN.

Anche gli incunaboli in SBN

L’ICCU ha stabilito, con circolare n. 608.SBN.3.3 del 24 febbraio 2012, che ora anche gli incunaboli si catalogano in SBN.

In realtà, come dice la circolare stessa, questo si faceva già in diversi poli (compreso peraltro il nostro, e col pieno accordo del responsabile del polo) ma il criterio ufficiale sarebbe stato quello di non catalogarli.

Fortunatamente è stata riconosciuta l’inutilità di questa limitazione, che a mio avviso era forse uno degli ultimi residui della vecchia tendenza a suddividere i materiali creando molteplici basi dati specializzate (tendenza che in origine poteva anche derivare almeno in parte da ragioni tecniche), e quindi oggi gli incunaboli si possono catalogare senza che nessuno possa sollevare obiezioni.

Da parte mia spero che prima o poi si arrivi a superare anche un’altra attuale limitazione (forse l’ultima rimasta), quella per cui si possono catalogare in SBN solo i manoscritti musicali e cartografici e non gli altri, anche se hanno forma bibliografica (ad esempio libri ed opuscoli manoscritti).

Titoli uniformi nella circolare ICCU sull’applicazione delle REICAT in SBN

Non è uscita un’altra circolare, ma parliamo sempre di quella del febbraio 2010.

Alcuni si stupiscono leggendo, a pagina 12, quanto segue:

per le edizioni in lingua originale il titolo uniforme non è obbligatorio. Se ne raccomanda l’uso, però, per le opere pubblicate nella stessa lingua ma con titoli diversi

che evidentemente non è coerente con l’obbligatorietà del titolo uniforme prevista dalle REICAT, di cui anzi si può considerare il punto fondamentale:

L’impiego del titolo uniforme è obbligatorio per tutte le opere (9.0.3 p. 324)

Poche righe prima, la circolare spiegava che

L’applicazione del titolo uniforme a tutte le registrazioni bibliografiche già presenti in Indice e a tutte quelle che da ora in poi verranno immesse richiederebbe un lavoro troppo oneroso. Si stabilisce quindi per il momento …

Sono quindi disposizioni che si suppongono transitorie, ma nel frattempo bisogna innanzitutto osservare che la circolare  dice che in certi casi il titolo uniforme non è obbligatorio ma non dice che sia vietato, quindi è del tutto ammesso utilizzarlo sempre come previsto dalle REICAT. In questi anni anzi ci sono stati diversi capitolati per incarichi di catalogazione che prevedevano espressamente l’inserimento del titolo uniforme per tutte le opere.

Limitarsi a quanto previsto dalla circolare, anche se ovviamente è una scelta legittima, presenta nella pratica diversi inconvenienti, che emergono se si considerano che il catalogo SBN è un lavoro collettivo che si sviluppa nei tempi lunghi (nel 2012 sono 27 anni di catalogazione in SBN).

Basti pensare che se chi cataloga un’edizione in lingua originale non inserisce il titolo uniforme, lo inserirà chi cataloga una traduzione: costui però potrebbe non essere in grado di modificare l’edizione in lingua originale per collegarle il titolo, col risultato di dare l’impressione che di quell’opera ci siano a catalogo solo traduzioni.

Inoltre quando un’opera viene pubblicata per la prima volta non si sa se verrà pubblicata in futuro nella stessa lingua  con titoli diversi: se questo accadrà, si riproporrà la stesso problema dell’altro caso.

Inoltre a prendere la circolare alla lettera sembra che per le edizioni in lingua originale non sia neppure obbligatorio il legame ad un titolo uniforme già esistente, e magari legato ad altre edizioni in lingua originale, anche se quasi certamente il testo voleva riferirsi solo alla creazione del titolo.

Per evitare questi inconvenienti quindi in pratica il titolo uniforme andrebbe sempre creato per le nuove catalogazioni (a meno che manchino le informazioni per formularlo in modo attendibile o che questo richieda ricerche di entità eccessiva).

Per quanto riguarda il pregresso, è chiaro che non è realistico pensare di riprendere in mano tutti i reticoli solo per aggiungervi il titolo uniforme, però quando è possibile farlo in modo ragionevolmente agevole, magari quando si deve intervenire su un reticolo per altri motivi, sarebbe meglio farlo.

Ad esempio, se si crea un reticolo con tanto di titolo uniforme per una nuova edizione di un’opera, e in biblioteca ci sono altre edizioni dell’opera, sarebbe bene, nei limiti del possibile, collegare anch’esse al t.u.