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Modifica del tipo di responsabilità dei legami autore

Quando si modifica il tipo di responsabilità dei legami autore ci si può trovare incontro a difficoltà, sotto forma di segnalazioni di errore da parte di SbnWeb, a prima vista difficilmente comprensibili, derivanti dal fatto che nel corso delle modifiche si può generare un insieme di legami non ammesso, che dal punto di vista del catalogatore è temporaneo (perché la correzione deve ancora essere completata), ma il programma non lo sa e di conseguenza segnala l’errore.

Ricordiamo innanzitutto quali sono i vincoli sui tipi di responsabilità:

  • può esserci solo un legame 1
  • possono esserci al massimo due legami 2, e solo in presenza di legami 1
  • i legami 3 non hanno vincoli: possono essere in qualsiasi numero e sono compatibili con tutti gli altri tipi di legame

Di conseguenza le modifiche devono essere fatte in modo tale che non si produca mai un insieme di legami non lecito.

Supponiamo ora di voler invertire un legame 1 e un legame 2:

  • se cominciamo a trasformare il legame 2 in legame 1, ci troviamo con due legami 1, situazione non ammessa
  • se cominciamo invece trasformando il legame 1 in 2 ci troviamo con legami 2 senza legame 1, situazione pure non ammessa

La seguente procedura invece permette di ottenere il risultato voluto:

  • trasformare il legame 2 in legame 3 (risultato: un legame 1 e un legame 3, situazione ammessa)
  • trasformare il legame 1 in legame 3 (risultato: due legami 3, situazione ammessa)
  • trasformare il vecchio legame 2, ora diventato 3, in legame 1

Quesiti ripassando le REICAT

Un bibliotecario ha posto alcuni quesiti sulle REICAT, a cui ho cercato di rispondere nel modo migliore che potevo. Mi sembra interessante condividere qui domande e risposte.

Nel capitolo 14 le REICAT evitano già nella definizione (14.1.1.) di prendere posizione sulla manifestazione,  trattandola al massimo come trattamento “alternativo” (14.2.5.) e insistono sulle espressioni di un’opera, che hanno poca “agibilità” catalografica.

Perché il principio seguito dalle REICAT è che ogni responsabilità andrebbe legata al livello corrispondente: gli autori o collaboratori dell’opera al t.u., i responsabili dell’espressione (es. traduttore) al titolo dell’espressione, se previsto, le responsabilità per la manifestazione – che a questo punto sarebbero casi marginali, ad esempio il curatore di una particolare edizione che non si configuri come espressione distinta, oppure gli enti citati sulla fonte primaria senza che sia chiaro il loro legame con l’opera – andrebbero collegate al titolo proprio.

Questo è perfettamente logico, ma per adesso non è ancora realizzabile per motivi pratici. Infatti legare gli autori dell’opera al solo t.u. e non al titolo proprio sarebbe possibile, ma poi questi autori non si vedrebbero negli opac, che quasi mai visualizzano gli autori legati al t.u. anche perché l’unimarc non prevede ancora questo dato (anzi, quasi mai gli opac visualizzano una scheda per il t.u., ma lo usano solo per la ricerca del titoli collegati).

Inoltre sarebbe una prassi tanto diversa da quella abituale che non potrebbe certo adottarla un singolo catalogatore di sua iniziativa in assenza di una indicazione ufficiale.

Il titolo dell’espressione sarebbe piuttosto complicato da gestire perché richiederebbe un ulteriore livello di legami (da t.u. al titolo dell’espressione e da questo al titolo della manifestazione), e infatti in SBN non è previsto e le relative responsabilità sono associate alla manifestazione.

è corretto dire che i tipi di responsabilità (14.2.4.) corrispondono ai codici di relazione di SBN Web?

Sì. La codifica dei tipi di responsabilità usata in SBN è quella prevista da Unimarc (relator codes).

è corretto dire che le REICAT sono obbligatorie nella scelta del nome (15.1.) e per gli elementi del nome (15.2.) ma non per l’ordinamento, le qualificazioni, rinvii e richiami, per i quali vale la sintassi della seconda parte della Guida SBN (si preferira Ioannes Paulus <papa. ; 1>)? E la medesima cosa si può dire per le intestazioni uniformi per gli enti (capitolo 16) e la responsabilità materiale (capitolo 19).

Più esattamente, ciò che non è obbligatorio nelle REICAT è la punteggiatura, come detto espressamente più volte in nota, l’ordine degli elementi è obbligatorio (non si può mettere l’elemento principale dopo le qualificazioni).

Sull’ordine delle qualificazioni però le REICAT non dicono niente, quindi è chiaro che in SBN si continua a seguire l’ordine previsto dalla Guida.

Da vedere anche la circolare ICCU del febbraio 2010, che per quanto riguarda la forma delle intestazioni, a parte punteggiatura e ordine delle qualificazioni, dà generalmente l’indicazione di seguire le REICAT.

Limitatamente ai testi a stampa, si può dire che le responsabilità per particolari espressioni (capitolo 18) va considerata in SBN come responsabilità secondaria a livello di pubblicazione?

Sì, perché in SBN non c’è il titolo per l’espressione e non si tratta di una responsabilità per l’opera.

Per il traduttore sono indicati quattro casi precisi nei quali deve essere assegnata la responsabilità al traduttore anche se assente sul     frontespizio. È una norma obbligatoria anche per il catalogatore SBN, come anche negli altri casi prospettati (18.5.) o il catalogatore ha margini  di decisione sull’opportunita o meno di creare il legame?

La norma è obbligatoria anche in SBN, perché l’ICCU non ha dato indicazioni diverse, anche se probabilmente alcuni di questi casi di obbligatorietà, che forse sono anche troppi, non se li ricorda quasi nessuno.

Responsabilità per l’esemplare

La versione di REICA del gennaio 2009 prevede un interessante capitolo, il 20, sulla responsabilità relativa all’esemplare, che include proprietari, possessori, legatori, decoratori.

Per adesso con il nostro Unix client/server non è possibile inserire questo tipo di responsabilità (non so le
l’indice lo supporti) perché manca un codice di responsabilità appropriato, e perché comunque questi legami finirebbero insieme a quelli relativi all’edizione. E’ vero che, come prevede il paragrafo 20.1 A, questa responsabilità andrebbe qualificata con il riferimento all’esemplare a cui si riferisce, ma noi non abbiamo modo di inserire questa informazione.

Si tratta comunque di una innovazione molto interessante perché permette di rappresentare nei cataloghi informazioni sull’esemplare che sono certamente di interesse anche per gli studiosi, e non solo a scopo amministrativo interno della biblioteca. Bisognerà però che vengano i programmi di catalogazione ed gli OPAC, che ora nella maggior parte dei casi non trattano adeguatamente queste informazioni.