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Altri browser per SbnWeb

Recentemente ho avuto modo di provare brevemente alcuni browser con SbnWeb. Anche se non sono state prove che consentano conclusioni definitive sulla compatibilità, racconto di seguito quello che ho riscontrato.

Microsoft Edge è il browser Microsoft in dotazione a Windows 10, che sostituirà il tradizionale Internet Explorer, che ora non verrà più supportato. La prova che ho potuto fare è stata molto breve ma non ho notato incompatibilità, tutti gli elementi dell’interfaccia si sono comportati come previsto.

Midori è un browser libero e multipiattaforma (Linux, Windows e BSD) particolarmente noto per essere molto leggero e quindi utilizzabile anche su macchine molto datate. SbnWeb ha funzionato normalmente, solo la resa di qualche elemento è leggermente diversa da quella solita (in particolare, in genere nei menu viene visualizzata una riga vuota all’inizio) ma non ho trovato niente che possa creare difficoltà. Potrebbe quindi essere una soluzione da valutare – soprattutto se installata in una distribuzione leggera di Linux come la Puppy – per poter riciclare vecchi computer, con vantaggi economici e minimi (o inesistenti) sacrifici in termini di prestazioni.

Links è anch’esso un browser libero e multipiattaforma (Linux, Windows, Unix in generale e altri, compreso OS/2 e BeOS) che ha la caratteristica di essere un programma testuale: anche se è in grado di visualizzare immagini (se sono installate le librerie grafiche necessarie), io l’ho provato in modalità puramente testuale in cui tutti gli elementi del sito, come menu, bottoni, checkbox ecc. vengono resi tramite caratteri e non come grafica (chi li conosce può immaginare di lavorare col vecchio Sebina Produx o con Isis per DOS). Ovviamente il programma è leggerissimo, ancora più di Midori, ma l’esperienza d’uso dei siti web (anche col programma in modalità grafica) è molto diversa da quella a cui siamo abituati. A meno di essere appassionati delle interfacce a carattere o delle cose con aspetto vintage (il programma peraltro viene regolarmente sviluppato e l’ultima versione è dello scorso settembre) è più difficile immaginare un suo uso pratico nel lavoro quotidiano, se non per computer oltremodo datati o se per qualche ragione non è disponibile un’interfaccia grafica.

Fermo restando quindi che la compatibilità garantita per SbnWeb è quella con Firefox, che resta perciò la scelta preferenziale, pare che l’unica incompatibilità conclamata sia quelle con le vecchie versioni di Internet Explorer fino alla 7, mentre per il resto sono risultati utilizzabili tutti i browser provati, sia i più diffusi (Chrome, Opera e sembra anche le versioni recenti di Internet Explorer) e alcuni meno diffusi (SeaMonkey, Konqueror, Vivaldi ecc.).

Manutenzione software indice ed SbnWeb

Desta più di una perplessità la gara per la manutenzione del software dell’Indice e di SbnWeb bandita dall’ICCU, i cui termini si sono chiusi nei giorni scorsi (tutta la documentazione qui), servizio la cui importanza fondamentale è palese a tutti.

Avendo qualche esperienza anch’io di redazione di capitolati devo dire che farne uno assolutamente perfetto sotto qualunque aspetto e in ogni minimo dettaglio è quanto meno difficile, e realizzare questo lo era in particolare, trattandosi di un contratto di manutenzione di software che per sua natura non può specificare i singoli interventi di sviluppo richiesti.

Tuttavia mi sembra lecito dire il punto critico è l’importo a base d’asta (€ 600.000 IVA esclusa per un contratto di un anno) che sembra particolarmente alto, e forse troppo alto, se si considera che il capitolato non comprende la gestione del CED indice e ha per oggetto interventi su due prodotti non perfetti ma sostanzialmente stabili e che non si prevede certo di rivoltare a gambe all’aria. E’ ovvio che stabilire una base d’asta troppo alta in una gara rischia di impedire di ottenere i risultati più vantaggiosi sotto il profilo economico.

Ciò vale a maggior ragione se si esaminano i dettagli di quanto è stato previsto per l’offerta economica, per la quale si assegnano solo 20 punti sui 100 totali previsti. Sicuramente è giusto non fare le gare solo sul ribasso e puntare sulla qualità ma in questo caso c’è da chiedersi se non si cada nell’eccesso opposto: 20 punti su 100 non saranno troppo pochi?

Un altro punto piuttosto critico sono le condizioni alle quali le ditte interessate possono prendere visione del software (che, ricordiamo, è un freeware distribuito sotto licenza proprietaria, come spiegato in questo articolo): non possono avere copia del software, neppure parziale, ma possono solo prenderne visione presso l’ICCU. Questa disposizione così restrittiva finisce per avvantaggiare la ditta che ha attualmente in carico la manutenzione (Almaviva) e che per forza di cose il software lo conosce già meglio di tutti. In una gara del genere è inevitabile che il precedente fornitore si trovi in qualche misura avvantaggiato, ma il bando dovrebbe contenere delle previsioni che riducano al minimo questo vantaggio, mentre in questo caso sembra che ciò non avvenga.

Perplessità sembrano emergere anche dai dettagli per l’attribuzione dei punteggi: una formula che il Regolamento di applicazione del Codice dei contratti prevede per il calcolo dei coefficienti per l’attribuzione del punteggio pare utilizzata nel disciplinare di gara per calcolare direttamente il punteggio, che per le caratteristiche della formula non potrebbe essere superiore ad 1. La discrepanza con la previsione dei 20 punti per l’offerta economica sembra però un po’ troppo grossolana, quindi forse si tratta solo di un problema interpretativo magari favorito da una formulazione non ottimale del testo, per cui – in assenza di elementi più chiari – non è il caso di insistere su questo punto.

Licenza d’uso di SbnWeb

Sul sito dell’ICCU è stata pubblicata (non so esattamente quando perché l’ICCU non ha dato alcuna pubblicità alla cosa, ma certamente negli ultimi mesi) l’attesa licenza d’uso di SbnWeb, che si trova qui:

http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2013/sbnweb_licenza_v1.pdf

Il documento è piuttosto lungo, ma le cose veramente importanti si trovano nell’art. 3.

Come qualcuno sa, negli anni scorsi si era spesso parlato di un rilascio sotto licenza libera, e invece ora è stata scelta una licenza proprietaria particolarmente restrittiva, che non solo impedisce – senza l’autorizzazione dell’ICCU, titolare dei diritti – la distribuzione del programma e della documentazione, ma addirittura la

diffusione […] della conoscenza dell’applicativo

Sembrerebbe però ancora lecito dire in pubblico che esiste SbnWeb, visto che l’ICCU stesso pubblica la notizia sul suo sito …

Inoltre (cosa questa già nota in precedenza, si veda questo documento) l’ICCU si riserva il diritto di controllare anche le attività didattiche, poiché la licenza prevede che

I soggetti pubblici e privati che si propongano di organizzare ed erogare presentazioni del software, oppure attività di tipo didattico, dovranno concordare con l’ICCU il contesto, i contenuti e le modalità organizzative delle iniziative previste

Curioso poi che la licenza preveda anche alcune procedure (test di integrazione a cura dell’ICCU per inserire le funzionalità nell’applicativo ufficiale) per il caso in cui gli utilizzatori vogliano effettuare sviluppi a proprie spese,  che si adatterebbero anche ad un progetto libero, anche se viene vietata la distribuzione di versioni personalizzate non approvate dall’ICCU (non è chiaro se chi le ha sviluppate possa utilizzarle per sé).

Ovviamente non si discute la facoltà dell’ICCU di imporre dei test di compatibilità con l’indice per le procedure che coinvolgono quest’ultimo, cosa che non ha a che fare con la licenza del software ma con la gestione dell’indice.

Invece dell’atteso software libero abbiamo quindi un freeware (la gratuità viene esplicitamente prevista) con una licenza proprietaria delle più discutibili.

Si tratta di una scelta molto deludente, di cui non mi pare che siano state rese note le motivazioni. Sarebbe interessante sapere quale disegno per lo sviluppo di SBN stia dietro a questa scelta.

Si intende che nell’immediato questa licenza non cambia niente per gli utilizzatori: noi e tutti gli altri poli che lo hanno adottato abbiamo ricevuto il software dall’ICCU e continuiamo ad utilizzarlo a titolo gratuito come prevede la licenza. Così pure è ovvio che il giudizio negativo sulla licenza non cambia quello in complesso positivo sul software in sé.

Al momento, per quanto a mia conoscenza, l’unico software libero certificato Sbnmarc (e quindi in grado di lavorare in indice)  è ClavisNG della Comperio, rilasciato sotto la GNU Affero GPL v. 3. Non saprei dire quali siano le prospettive realistiche che se ne aggiungano altri: il candidato più interessate sarebbe certamente Koha, ma bisogna che qualcuno decida di assumersi l’onere dello sviluppo, tutt’altro che impossibile ma neppure banale.

SbnWeb e compatibilità coi browser (aggiornamento)

Come noto, il browser da considerare preferenziale per l’uso con SbnWeb è Firefox, mentre Internet Explorer, almeno fino alla versione 8 inclusa, è sempre stato di uso quanto meno difficile (per non dire impossibile) a causa di vari difetti di visualizzazione soprattutto nei menu.

Nei giorni scorsi ho visto una postazione in cui SbnWeb veniva usato con Internet Explorer 7 e ho scoperto che,  sorprendentemente, ora la visualizzazione dei menu è corretta, suppongo come effetto collaterale di qualche modifica ad SbnWeb (è più improbabile che la Microsoft abbia aggiornato IE7 appositamente per renderlo compatibile con SbnWeb …).

Ciò non vuol dire però che ora questo browser sia correttamente utilizzabile: alcuni comandi infatti, ad esempio l’icona per aggiungere all’inventario le note codificate, non venivano visualizzati per niente.

Viene quindi confermato che Internet Explorer è da evitare almeno fino alla versione 8 (sulle successive non ho notizie precise) e che Firefox è la scelta preferenziale. Finora comunque sono risultati compatibili anche gli altri browser di uso comune (Chrome, Opera, Safari, Seamonkey, sembra anche Konqueror).

Come già osservato, questo comporta anche che non c’è alcun vincolo ad usare Windows ma si può scegliere qualsiasi sistema operativo che supporti Firefox o almeno un altro browser compatibile. Ciò a sua volta apre prospettive interessanti per l’uso, come postazione SBN, di vecchi computer equipaggiati con un sistema operativo leggero e un browser.

Altre informazioni si trovano su: https://pololig.wordpress.com/2011/06/23/browser-e-sistemi-operativi/.

Chi avesse sperimentato altri browser ci racconti i risultati.

SbnWeb e comandi del browser

Informazioni su alcuni casi di interazione tra SbnWeb e i comandi del browser:

  • comandi Pagina avanti e Pagina indietro (servono per spostarsi tra le pagine  già visualizzate); concepiti in origine per le pagine web statiche, non solo in SbnWeb ma in tutti gli applicativi web interattivi, soprattutto quelli che prevedono operazioni di scrittura  (ad esempio posta web, CMS ecc.) hanno effetti molto imprevedibili che dipendono dal particolare programma:  a volte funzionano senza problemi, a volte creano errori nel programma, impossibilità di caricare la pagina a cui si vorrebbe andare ecc. In SbnWeb di solito non funzionano, quindi è sempre opportuno evitarli ed usare invece i comandi messi a disposizione dal programma
  • apertura di nuova finestra/scheda: in tutti i browser, cliccando su un link con il tasto  destro del mouse appare un menu da cui si può scegliere, tra l’altro, di aprire il link in una nuova finestra o scheda; questo vale anche per i comandi di SbnWeb che corrispondono a link, in particolare  i menu sulla sinistra: partendo da una scheda del browser, si possono aprire diverse voci del menu in finestre diverse; alcune prove che abbiamo fatto però sembrano indicare che questo può creare problemi nella modifica dei dati: in particolare, lavorando su un reticolo hoprovato ad aprire altre voci in un nuovo tab (ad esempio la ricerca per autori), ma mentre la visualizzazione di dati funzionava, ci sono stati errori nel salvare modifiche al reticolo, errori che sono scomparsi evitando di lavorare con più finestre aperte; per ora non abbiamo raccolto molta casistica, quindi non saprei dire con sicurezza se si sia trattato di un caso, comunque suggerisco cautela, e se si notano errori in queste circostanze ricordarsi di provare a chiudere le schede o finestre diverse da quella in cui si modificano i dati.

Convegno SbnWeb un anno dopo, La Spezia, 30 ottobre 2012

Ad un anno e mezzo dall’introduzione nel Polo SBN Ligure del software SbnWeb il Centro Sistema Bibliotecario Provinciale di La Spezia, che è tra i principali partner della Regione nello sviluppo del Polo SBN, ha organizzato un convegno in cui verranno illustrati lo stato e le prospettive di SBN in Liguria, e nello spezzino in particolare.

Il convegno si terrà il 30 ottobre 2012 a La Spezia, presso la sede dell’Amministrazione Provinciale, via Vittorio Veneto 2, IV piano, sala multimediale, dalle 10,30 alle 13,30.

Qui il programma completo.

L’intervento di Daniela Scattina si può leggere qui.

XML da SbnWeb?

Alcuni si sono chiesti se è possibile estrarre dei dati in XML da SbnWeb.

La risposta è che per ora non è possibile produrli direttamente, ma ciò non vuol dire che non si possano ottenere con qualche passaggio in più ma comunque con modesto sforzo.

Non spieghiamo qui cosa sia il formato XML, perché sull’argomento ci sono infiniti libri cartacei ed elettronici (anche gratuiti) e siti. Il sito ufficiale è

http://www.w3.org/standards/xml/

per altre informazioni si può usare un motore di ricerca o un catalogo di biblioteche. Alcuni riferimenti sono raccolti in http://www.connotea.org/user/beppe/tag/xml. Tra le risorse in italiano si può citare http://it.wikipedia.org/wiki/XML e http://xml.html.it/.

Tornando a noi, gli elaborati che si possono ottenere da SbnWeb sono molti e non è il caso di analizzarli uno ad uno.

Ci limitiamo alle procedure che prevedono la produzione di file excel o in formato testo delimitato (CSV), in particolare la stampa del registro d’ingresso e del topografico, e allo scarico del catalogo in formato Unimarc.

I file excel o in formato testo delimitato possono essere aperti direttamente con i programmi office liberi Libre Office e Open Office. Quanto diremo nel seguito si basa su Libre Office 3.5.0 ma più o meno vale per le versioni recenti di entrambi i programmi, che sono disponibili non solo per Windows, ma anche per Linux e per altri sistemi operativi.

Una volta aperto, il file generato da SbnWeb può essere salvato in formato Open Document, che è costituito da un insieme di file XML (anche se non sembra perché è zippato: con 7-zip o altri programmi analoghi si possono vedere i singoli file xml), oppure in XHTML, cioè in HTML espresso tramite la sintassi XML, adatto per visualizzare immediatamente il risultato con un browser, incorporarlo in un sito web e simili (meno per essere elaborato come archivio di dati).

Attraverso il menu File – Salva con nome si possono poi scegliere diversi altri formati XML, tra cui ad esempio Open Document Spreadsheet (Flat XML) che crea dei file con l’estensione .fods e non .xml ma che sono file xml a tutti gli effetti, come si può verificare aprendoli con un editor di testo o con un editor xml.
Poiché LibreOffice non sa niente di SBN, inventari, topografici e biblioteche in genere, produce dei file xml che non hanno una specifica semantica riferita ai dati di biblioteca. Ad esempio, in un file fods una collocazione è un elemento XML rappresentato come segue:

<table:table-cell table:style-name=”ce7″ office:value-type=”string”>
<text:p>FORMATO G 0 165 2-3</text:p>
</table:table-cell>

quindi semplicemente come una generica cella di un foglio elettronico che contiene una stringa di caratteri. Si tratta infatti di un XML progettato per rappresentare un foglio elettronico e non l’inventario di una biblioteca.

Per utilizzare una semantica bibliotecaria bisogna ricorrere alle rappresentazioni in XML del formato Unimarc o MARC21, di cui diremo tra poco. Se si parte non dal catalogo in unimarc, ma dall’inventario o topografico in fods, si può scrivere, avendone la capacità e possibilità, una trasformazione XSLT che produca l’XML finale desiderato (v. seguito sull’unimarc).

Aprire i file excel o CSV prodotti da SbnWeb con LibreOffice non è l’unica soluzione: ci sono altri software che possono convertirli in XML, tra cui le versioni recenti di Microsoft Office e database come MySQL (con PhpMyAdmin).

Per quanto riguarda il catalogo esportato in Unimarc, non è per nulla difficile convertirlo in una rappresentazione XML.

A questo scopo si può utilizzare il programma libero (per Windows e Linux) yaz-marcdump che fa parte del programma libero Yaz (per Windows e Linux).

Si tratta di un programma che funziona da riga di comando, e viene installato generalmente in c:\programmi\yaz\bin in Windows e in /usr/bin in Linux ed è in grado di convertire anche grandi quantità di dati (è incredibilmente veloce) da Unimarc a vari formati tra cui diversi tipi di XML.

L’uso del programma è spiegato qui: http://www.indexdata.com/yaz/doc/yaz-marcdump.html (la stessa documentazione viene anche installata col programma).

Da ricordare che al file xml prodotto da yaz-marcdump deve essere aggiunta la riga di intestazione xml, senza la quale il file non sarebbe valido:

<?xml version=”1.0″ encoding=”UTF-8″?>

(oppure altro encoding appropriato, UTF-8 è consigliabile). Con le versioni future di yaz-marcdump verificare se questa caratteristica permane.

L’aggiunta di questa riga può essere fatta con un editor in grado di aprire anche file di grandi dimensioni, ad esempio Notepad++.

Siccome partivamo dal presupposto che si desiderasse produrre dati XML a partire da SbnWeb, si suppone che chi ha questo desiderio sappia anche cosa fare dei dati, comunque può essere utile osservare in termini generali che essi, come tutti i dati XML, possono avere molteplici usi: ad esempio chi è bravo coi fogli di stile può visualizzare il catalogo con una grafica strabiliante, attraverso XSLT si possono convertire i dati in vari formati ecc. ecc.

Documentazione sul polo SBN client/server

Come si sa, il nostro vecchio applicativo SBN client/server è stato definitivamente disattivato il 31 agosto 2011 (in questo articolo si trovano le statistiche sui contenuti del polo alla data della sua chiusura in esercizio, 10 giugno 2011).

Abbiamo però provveduto a conservare quanti più documenti e materiale possibile del vecchio applicativo, poiché anche questa è documentazione sulla storia delle biblioteche. Non si capisce infatti perché se una biblioteca ha un catalogo di due o tre secoli fa lo conserva accuratamente appunto come documento storico, indipendentemente dal fatto che sia ancora utilizzabile come catalogo, mentre se cambia sistema informatico di quello precedente si debba perdere ogni traccia.

Del polo client/server, attivo dal 5 luglio 2001 al 10 giugno 2011, rimangono quindi, oltre ai nostri ricordi, i seguenti materiali:

  • scarico Unimarc completo di tutti i dati del polo
  • gli stessi dati convertiti in XML
  • sempre gli stessi dati visualizzati in formato unimarc  etichettato (adatto per la lettura)
  • le immagini di una serie di schermate che documentano le principali funzioni e attività del programma
  • tutti i manuali (sia quelli ufficiali dell’ICCU che alcuni prodotti da altri)
  • i file di installazione di numerose versioni del client  (non tutte)
  • i file in formato testo e PDF delle stampe del catalogo e di parte del topografico della biblioteca 03
  • l’inventario di una serie della biblioteca 03 in formato testo delimitato
  • scarico in formato testo di alcune delle tabelle più importanti  del database Informix utilizzato da client/server

Stampa del catalogo, inventario e topografico sono disponibili solo per la biblioteca 03 (Biblioteca di biblioteconomia della Regione Liguria) perché tali elaborati non si possono produrre centralmente, e nessuna altra biblioteca li ha forniti.

Tutti questi materiali sono a disposizione di chiunque sia interessato, non solo dei bibliotecari che lavorano in SBN (rivolgersi a Beppe Pavoletti della Regione Liguria, email giuseppe.pavoletti@regione.liguria.it, tel 0105484616).

SbnWeb con Tor

Abbiamo provato in varie occasioni ad utilizzare SbnWeb con il proxy anonimizzatore Tor  ed il risultato è stato molto positivo: non abbiano notato alcun malfunzionamento e i rallentamenti tipici di questo genere di soluzione sono avvertibili ma decisamente modesti.

Non è il caso di spiegare qui tutto su Tor, perché sul suo sito le stesse cose sono già spiegate molto meglio (anche in italiano), ma qualche accenno ci vuole in modo che chi non conoscesse l’argomento possa capire di cosa stiamo parlando.

Tor è un software libero che ha lo scopo di anonimizzare il collegamento ad internet, facendo passare la connessione tra una serie di nodi scelti casualmente, in modo che nessuno conosca l’intera connessione: il primo nodo sa qual è l’indirizzo di partenza ma non quello di arrivo, l’ultimo conosce l’indirizzo di arriva ma non quello di partenza, gli altri non sanno né l’uno né l’altro, ma solo quelli del nodo precedente e successivo.

Il contenuto della comunicazione è crittografato dall’origine (o meglio dal proxy Tor sulla macchina di origine) all’ultimo nodo, ma non da questo a destinazione.

Tor garantisce l’anonimato nel senso che protegge dall’analisi del traffico: tenendo sotto osservazione il traffico di un computer che usa Tor, non si può sapere a quali indirizzi si collega (questo vale però solo per i collegamenti che fanno uso di Tor).

Non protegge da altre minacce ai dati personali, ad esempio software che intercettano i dati localmente prima che siano passati a Tor, e a maggior ragione da siti ai quali l’utente stesso fornisce dati personali: se uno va su Facebook a raccontare tutti gli affari suoi, Tor e tutti gli altri programmi del genere non possono farci proprio niente.

Il modo più comodo per installare Tor è usare Vidalia, che automaticamente installa e configura tutti i componenti, e si trova anch’esso sul sito ufficiale di Tor.

Browser e sistemi operativi

Proprio nei giorni scorsi è stato rilasciato Firefox 5, e poiché Firefox è il browser che viene normalmente utilizzato con SbnWeb è opportuno aggiornarlo, come del resto per tutte le nuove versioni, in modo da poter usufruire di nuove funzionalità, correzione degli errori e soprattutto miglioramenti della sicurezza.

Abbiamo già provato Firefox 5 con SbnWeb ed ha funzionato perfettamente.

Firefox si scarica gratuitamente da: https://www.mozilla.com/it/firefox/

Alcune informazioni sui browser compatibili con SbnWeb.

È sconsigliabile usare le versioni di Microsoft Internet Explorer fino alla 8 inclusa perché la visualizzazione non è corretta e rende scomodo l’uso del programma.

Sembra invece compatibile la versione 9, che si può installare solo su Windows Vista e Windows 7 ma non su XP (http://windows.microsoft.com/en-US/internet-explorer/products/ie/home).

Inoltre, da quanto visto finora, sono risultati compatibili:

Non li abbiamo provati, ma quasi certamente sono utilizzabili IceCat/IceWeasel che sono derivati di Firefox impiegati principalmente in alcune distribuzioni Linux (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Iceweasel).

Al momento non abbiamo informazioni su Camino, un browser per Macintosh.


Nulla vieta che chi vuole sperimenti anche questi browser e altri più esotici (si veda ad esempio http://en.wikipedia.org/wiki/Web_browser, http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_web_browsers, http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_web_browsers), e che poi ci racconti i risultati per quanto riguarda l’uso con SbnWeb.

Evitare, almeno per la normale attività di lavoro, vecchie versioni o prodotti non più mantenuti perché sono più probabili i problemi sia di compatibilità che di sicurezza (soprattutto se si usano anche su altri siti).

Il fatto che SbnWeb si usi con un semplice browser, comporta anche non siamo minimamente vincolati ad adottare Windows come sistema operativo: possiamo infatti usare qualsiasi sistema operativo su cui gira un browser compatibile con SbnWeb.

Volendo si potrebbe usare ancora persino il memorabile OS/2, per il quale esiste una build di Firefox (http://www.os2world.com/, http://www.ecomstation.com/), ma in pratica sono molto più interessanti i moderni sistemi operativi liberi (per il concetto di software libero: http://www.fsf.org/), di cui il più importante è Linux, che oggi può tranquillamente essere utilizzato sia sui server che sui desktop, per il lavoro d’ufficio come per le postazioni al pubblico. Linux viene usato su molti dei server che troviamo su internet e anche su diverse apparecchiature elettroniche come smartphone, lettori MP3, strumenti musicali, dischi di rete, router, apparecchi industriali ecc.

La sua installazione, uso e aggiornamento su una normale postazione non sono ormai più difficili delle stesse operazioni fatte con Windows. Per una panoramica delle distribuzioni di Linux si veda il sito Distrowatch.

Sui PC abbastanza recenti si può installare una delle distribuzioni Linux più grandi per impiego generale, molto avanzate sia per l’estetica che per le funzionalità, come Debian, Ubuntu, Mandriva, Opensuse, Sabayon, Fedora, Mepis, PclinuxOS ecc. Due distribuzioni importanti con loro peculiari caratteristiche che qui non approfondiamo sono Slackware e Gentoo.

Sui computer un po’ datati, per non perdere in prestazioni, si può usare il windows manager Xfce, veloce ma potente e piacevole da usare: alcune distribuzioni, come Mandriva, permettono di sceglierlo dopo l’installazione, altre hanno una versione specifica, com Xubuntu, versione di Ubuntu con Xfce.

Per i computer ancora più vecchi ci sono le cosiddette mini distribuzioni, che pur essendo dotate di software aggiornato, richiedono pochissime risorse hardware: tra queste è famosa Puppy Linux. Non è consigliabile usare invece vecchie versioni, perché sono arretrate come funzionalità e come sicurezza e possono avere problemi nel riconoscimento dell’hardware.

Vi sono anche distribuzioni Linux specializzate per impieghi particolari, ad esempio elaborazioni audio o video, sicurezza ecc, che però non sono di interesse per il nostro discorso.

Molto utili possono essere le distribuzioni live, cioè quelle non richiedono installazione perché si avviano da CD, DVD o chiavetta USB, e possono essere usate per lavorare in SBN.

Oltre a Linux, si possono prendere in considerazione i sistemi operativi della famiglia BSD, anch’essi derivati da Unix e simili a Linux per molti aspetti (molto software è uguale). Tra questi in particolare interessanti per uso desktop FreeBSD  e PC-BSD. C’è anche NetBSD, che però viene usato maggiormente su server o apparati di rete come i firewall.

Che vuole poi può anche sperimentare sistemi operativi liberi (o no) più “esotici”, ad esempio ReactOS , che mira a diventare totalmente compatibile con tutto il software Windows (non lo è ancora), osFree, riscrittura libera di OS/2, Haiku, riscrittura libera di BeOS, Minix 3, Syllable, Inferno (http://www.vitanuova.com/inferno/), FreeDOS (addirittura il ritorno del DOS) e molti altri (si veda ad esempio http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_operating_systems, http://www.connotea.org/user/beppe/tag/sistemi%20operativi, http://www.operating-system.org/). Molti di questi sistemi operativi possono essere usati in un ambiente di virtualizzazione, argomento su cui qui non ci addentriamo ulteriormente per non andare fuori tema.

ATTENZIONE: alcuni di questi prodotti sono ancora in fase di sviluppo e non sono adatti ad un uso regolare in ambiente di produzione. Altri possono essere inadatti perché non più mantenuti e quindi tecnicamente antiquati. Leggere quindi attentamente le informazioni sui rispettivi siti, come anche quelle sulla licenza e le condizioni d’uso.

Ovviamente è possibile lavorare tranquillamente in SBN anche coi computer Macintosh dotati del sistema operativo Mac OS X, su cui si può scegliere almeno tra i browser Firefox, Safari, Opera, Seamonkey e Camino, non ancora testato con SbnWeb.

In teoria sarebbe possibile usare anche il vecchio sistema operativo Mac OS, ma è un programma non più sviluppato dal 2002 e su cui bisognerebbe usare browser altrettanto vecchi, con tutti i problemi conseguenti.

Blocco degli script nel browser

Su Firefox ed altri browser si possono installare estensioni che per migliorare la sicurezza bloccano gli script ed altri elementi attivi (in pratica dei piccoli programmi) contenuti nelle pagine web, impedendo quindi che possano provocare dei danni, come può avvenire quando ci si collega a siti che cercano di installare programmi od effettuare altre attività all’insaputa dell’utente.

La più famosa di queste estensioni è NoScript per Firefox (http://noscript.net/, installabile anche attraverso attraverso il menu di Firefox Strumenti->Componenti aggiuntivi).

Sono cose molto utili e consigliabili ai fini della sicurezza, ma generalmente limitano in modo più o meno pesante l’uso delle funzionalità dei siti.

Nel caso di SbnWeb abbiamo visto che bisogna istruire NoScript a non bloccare il sito, altrimenti non è possibile l’uso corretto del programma: in particolare, alcuni elementi non vengono visualizzati normalmente e non rispondono ai comandi.

Altre estensioni per altri browser potrebbero o no avere le stesse conseguenze, bisogna vedere caso per caso, anche se probabilmente daranno luogo ad effetti analoghi.

Pertanto chi dovesse notare comportamenti del genere, prima di segnalare un errore, verifichi non avere attivo qualche blocco degli script.

Migrazione ad SbnWeb completata

La migrazione del Polo SBN Ligure ad SbnWeb è stata completata, ed il nuovo sistema è stato attivato nel pomeriggio del 17 giugno 2011.

Nel polo client/server, nel periodo dal 5 luglio 2001 al 10 giugno 2011, sono state inserite 793.969 unità fisiche.

Gli ultimi bid creati in client server sono:

– LIGE004079 per l’antico (natura D creato dalla Civica di Imperia)

– LIG0103902 per il moderno (natura M creato dalla Biblioteca Mediateca Finalese)

Questo secondo bid è un CD contenente arie d’opera interpretate da Pavarotti, Callas, Freni e Kraus: immagino che a tutti i musicisti e agli appassionati di opera farà piacere che il “congedo” da client/server sia avvenuto in compagnia di questi grandi cantanti, speriamo che porti bene per il futuro.

Ringraziamenti all’ICCU

Mi pare giusto ringraziare l’ICCU per il corso su SbnWeb destinato al Polo SBN Ligure, che si è concluso venerdì 6, e questo sia per la qualità dei docenti e dei contenuti sia per la grande disponibilità verso le nostre esigenze.

Durante il corso abbiamo avuto modo di esaminare meglio il programma, che ha confermato le buone impressioni che aveva già dato: c’è ancora qualche errore e qualcosa da mettere a punto, ma nell’insieme appare solido e ricco di funzionalità.

Certamente la prova delle sue qualità si avrà quando verrà usato in esercizio, comunque al momento sembra molto superiore a client/server (per non parlare di X/Totem) quando era in analoga fase di sviluppo.

D’ora in poi con SbnWeb

D’ora in poi commenti e indicazioni sull’uso del programma pubblicati nel blog si riferiranno normalmente ad SbnWeb, a meno che si tratti questioni sull’uso di client/server nell’ambito della migrazione o di qualche altra necessità particolare.

I post riferiti ad SBN client/server rimarranno sul blog come documento della storia del polo, ma ovviamente dopo la migrazione definitiva di giugno non avranno più importanza pratica.

Client SBN sotto Windows 7 e Mac OS X

E’ stata fatta una installazione del Client SBN su Windows 7, che finora ha funzionato senza manifestare problemi. Ha funzionato anche il client Stonegate, ma questo era scontato visto che la compatibilità con Windows 7 viene espressamente dichiarata.

Abbiamo provato anche ad installare il programma su un Macintosh equipaggiato con il sistema operativo Mac OS X. Questo sistema operativo non è in grado di eseguire direttamente i programmi Windows: si è provato ad utilizzare il software gratuito WineBottler, basato sul ben noto Wine, che è una implementazione in Unix delle API di Windows.

L’esito però è stato negativo: l’installazione di Stonegate non viene portata a termine, quella di SBN dà un messaggio di errore ma poi si conclude, però il programma non si avvia.

Ci sono anche altre soluzioni per far girare programmi Windows sotto Mac OS X, quindi non è detto che non si riesca a far funzionare anche il client SBN, anche se resta il fatto che usare il Macintosh per lavori di biblioteca non è una prospettiva molto interessante visto lo scarso supporto di applicazioni bibliotecarie in questo ambiente.