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Nuovo uso dei titoli di natura B

Con la versione di SbnWeb del 18.4.2016 diventa possibile il nuovo trattamento dei titoli B, recentemente definito dall’ICCU.

Come si sa, un tempo la natura B era utilizzata per titoli di raggruppamento (cioè titoli uniformi) non verificati su fonti esterne. Con l’adozione delle REICAT tutti i titoli uniformi devono essere di natura A, per cui la natura B in quel senso non ha più alcun ruolo. Rimanevano naturalmente molti titoli di natura B creati in precedenza, e qualcuno che continuava a venire creato abusivamente, anche se erano sempre meno.

Recentemente però l’ICCU ha deciso di riciclare questa natura per indicare il titolo di una traduzione intermedia, da utilizzare quando una traduzione non è basata sull’opera in lingua originale ma su un’altra traduzione (qui il testo integrale dell’ICCU). Il codice di lingua è diventato obbligatorio, poiché ora il titolo si riferisce ad una specifica versione linguistica di un’opera.

Per consentire l’uso della natura B in questo nuovo significato i vecchi titoli B sono stati convertiti in A, e i legami 06 sono stati convertiti in legami 09.

Pertanto d’ora in poi:

  • non dovranno assolutamente essere creati titoli uniformi con la natura B (questo valeva già prima, ma ora a maggior ragione)
  • cercando un titolo uniforme basterà cercarlo come natura A
  • la natura B potrà essere utilizzata esclusivamente in questa nuova accezione

 

Naturalmente questo legame non è obbligatorio, ed è applicabile solo quando si sa con certezza che il documento oggetto di catalogazione è una traduzione basata su un’altra traduzione, della quale si conosce il titolo. E’ necessario inoltre che si sappia qual è la lingua di questa traduzione, visto che il codice di lingua è obbligatorio.

E’ evidente che non si creerà il legame se le informazioni sono incerte.

Il caso è uno di quelli trattati nelle REICAT al paragrafo 4.7.1.3, che ne parla con riferimento alle note, mentre qui l’informazione è trattata come un legame.

Poiché si tratta di un dato descrittivo, mi pare che si debba concludere che si indica il titolo della particolare traduzione su cui è stata condotta quella che si cataloga, e anzi quando possibile il titolo della particolare edizione utilizzata (nel caso in cui la traduzione intermedia sia stata pubblicata con titoli diversi).

Legami 5 e 7

I legami 5 e 7 sono pochissimo usati, al punto da essere pressoché ignoti a molti catalogatori, e servono per collegare risepttivamente la notizia relativa alla pubblicazione in esame e “altre edizioni già pubblicate della stessa opera” (legame 5, manuale SBN p. 147) o per il collegamento tra edizioni parallele o fra edizioni su supporti fisici diversi (legame 7, sempre p. 147).

Questi legami si usano solo se le edizioni hanno titoli propri diversi (p. 148).

Come si vede, la definizione del legame 5 è abbastanza confusa, sopratutto per noi che ora comprendiamo meglio il ruolo del titolo uniforme, che è per l’appunto ciò che ha la funzione di collegare diverse edizioni della stessa opera: il legame al titolo uniforme è in SBN previsto, quindi il legame 5 sarebbe superfluo, ma dal contesto sembra di capire che in realtà ci riferisce ad un legame tra edizioni della stessa opera in qualche modo collegate, ma con titoli diversi, quindi in realtà, nella terminologia FRBR, ad un legame tra manifestazioni, e non tra opere e manifestazioni. Interpretato così, questo legame potrebbe avere una certa utilità per ricostruire la storia bibliografica di una pubblicazione.

Più chiaro è il legame 7, che si applica quando una stessa pubblicazione ha edizioni diverse che si distinguono solo per la lingua o per il supporto, per esempio su carta e in formato elettronico: la condizione che queste edizioni debbano avere titoli diversi peraltro è quasi scontata per il caso di edizioni in più lingue, mentre si verifica raramente nell’altro caso, e del resto una differenza di titolo può far pensare piuttosto ad edizioni indipendenti di una stessa opera.

Ma il problema di questi legami è la loro cattiva implementazione, che in fase di cattura comporta la cattura di tutti i titoli legati, compresi quelli che la biblioteca non possiede: il risultato è quindi la produzione di localizzazioni errate, cosa in contrasto, oltre che col buon senso, con la logica di SBN che vuole giustamente tutti i dati catalografici collegati in qualche modo a documenti realmente posseduti dalle biblioteche.

E’ evidente che questo confonde l’utente, che negli opac di polo potrebbe ancora notare che non ci sono documenti fisici collegati a certi titoli (ammesso che noti questi particolai), ma in opac di indice no perché ci sono solo le localizzazioni.

Per questo motivo bisogna confermare il criterio già comunicato alle biblioteche nel 2003 di non creare legami di questo tipo, perché gli inconvenienti superano di gran lunga i vantaggi.

Nei reticoli catturati però i legami non dovranno essere eliminati, perché si tratta pur sempre di legami previsti dalle regole di catalogazione, quindi non possiamo impedire agli altri poli di crearli.

Ci si può chiedere se sia il caso, dopo una cattura, di delocalizzare i titoli non posseduti: ciò ovviamente è possibile dal punto di vista tecnico, ma è da osservare che è una operazione che forza la logica di funzionamento del programma e, dal punto di vista del programma stesso, equivale a creare artificialmente una squadratura. Per questo non mi sentirei di consigliarne l’uso.