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Titoli D legati ai titoli uniformi

I titoli D da legare ai titoli uniformi non seguono la stessa casistica che si ha per quelli da legare agli M o agli S.

Ci sono infatti situazioni che evidentemente non possono ricorrere per un’opera ma solo per una manifestazione: titoli ricavati da parti del documento diverse dalla fonte primaria, formulazioni presenti sulla fonte primaria che potrebbero essere interpretate come titoli ma non sono state scelte come titolo proprio.

Mi sembra quindi che rimangano due casi:

  1. sviluppo di sigle e numerali
  2. titoli sotto i quali l’opera è conosciuta, non adottati come titolo uniforme ma ritenuti utili per l’accesso; questo secondo caso può essere abbastanza ampio, ed in particolare può includere titoli di particolari edizioni se ritenuti importanti per l’accesso all’opera; c’è quindi un certo margine per il giudizio del catalogatore, tenendo presente che non è il caso di fare un D per ogni titolo di particolari edizioni diverso dal titolo uniforme: si può fare a meno di creare la variante per il titolo di una singola edizione priva di particolare rilievo, però può essere utile farlo per il titolo presente anche in una edizione sola ma importante (ad esempio la prima edizione, oppure una edizione di grande successo), e ovviamente a maggior ragione per un titolo utilizzato in numerose edizioni, come anche per un titolo in uso fino ad un certo periodo e poi abbandonato (su questo si veda REICAT 9.6.1 e il capitolo 13, un capitolo costituito da una sola pagina).

 

Cattura titoli di natura D

Un vecchio problema che si pongono i catalogatori e che nelle regole ufficiali non è affrontato è se si possano catturare titoli di natura D legati ad altre notizie, o se essi siano da considerare intrinsecamente legati all’edizione per la quale sono stati creati.

Qui non  vorrei mettermi io a formulare un insieme di regole sistematiche che non ci sono nei manuali ufficiali (vedremo se la nuova Guida SBN dirà qualcosa), ma solo provare a dare qualche idea che possa essere utile ai catalogatori.

Per la verità, lo stesso problema si potrebbe porre anche per i P e i T, ma in questi casi mi sembra più facile da risolvere generalmente in senso negativo, perché per questi titoli è evidente il legame con la specifica edizione: al massimo si potrebbero riutilizzare per edizioni che fanno parte di una stessa serie (prima, seconda, terza edizione ecc.), ovviamente se si presentano identici in tutte le edizioni (mi pare invece che il problema non si presenti per gli N, che corrispondono a tutti gli effetti ad una manifestazione, quindi non vanno catturati anche se lo stesso articolo appare in diverse pubblicazioni).

I titoli D invece hanno identità un po’ meno definita, quindi mi pare che per loro il problema sia più avvertito.

Poiché questi titoli sono dati descrittivi e non elementi controllati di accesso come i titoli uniformi, è chiaro che anch’essi derivano da una specifica edizione, per cui non si può assumere come criterio generale quello di catturarli.

Si consideri che nell’opac l’effetto della ricerca per un tale titolo è quello di produrre una lista registrazioni (eventualmente anche una sola registrazione) in cui esso appare, quindi tale lista non può essere troppo eterogenea, altrimenti l’utente rischia di non comprenderne il rapporto con la ricerca effettuata, e comunque deve perdere tempo per selezionare il materiale.

In particolare, a mio parere non si devono assolutamente catturare titoli D materialmente uguali a quello che serve ma creati per edizioni di altre opere, perché questo potrebbe far pensare a qualche rapporto tra tali opere od edizioni che in realtà non esiste, e l’uguaglianza dei titoli è del tutto casuale.

Il caso opposto invece è quello di un titolo D uguale per il titolo uniforme di un’opera e per una o più edizioni della stessa opera: in questo caso mi pare che duplicare il D possa portare più confusione che utilità, per cui sarebbe legittimo utilizzare la stessa notizia. Questo vale se tale titolo è riportato sul documento, poiché altrimenti andrà legato al solo titolo uniforme. Viceversa, potrebbe esserci un D da legare al titolo proprio ma non al titolo uniforme, come può avvenire per varianti scarsamente attestate nelle edizioni e giudicate irrilevanti come elementi di accesso all’opera.

Quando un possibile titolo D si ripete uguale in numerose pubblicazioni, bisogna anche valutare se non possa trattarsi di un titolo di collezione, specialmente se è associato ad una numerazione.

A proposito dei titoli D legati ai titoli uniformi, se non c’è dubbio che possano e debbano essere fatti, è anche vero che per ora negli opac il loro trattamento sarà spesso ben lontano dall’ideale: basti pensare che il campo unimarc 500, che contiene il titolo uniforme e non è un record autonomo ma un campo del record base, non prevede il dato per cui non si potrebbe neppure passarlo all’opac in questo modo.

Se qualcuno ha commenti o proposte sull’argomento si faccia avanti.

Quesiti all’ICCU: titoli analitici, data di pubblicazione, paginazione

Abbiamo posto all’ICCU alcuni quesiti (anche suggeriti da bibliotecari del Polo) sull’applicazione delle REICAT e sulla relativa circolare.

Riporto di seguito i quesiti e le risposte, ad opera di Cristina Magliano. Ho mantenuto intatto il testo delle risposte, ma l’ho suddiviso in modo da evidenziare la corrispondenza con i quesiti, e ho messo assieme risposte sullo stesso tema contenute in diversi messaggi. Il testo non è stato rivisto dall’autrice e non si può considerare un documento ufficiale dell’ICCU.

Vorrei mettere particolarmente in evidenza quando detto sulle catalogazioni analitiche, che si potrebbe sintetizzare in questo modo (con parole mie e non di Magliano):

  1. i T non si usano più
  2. gli N si usano solo per i periodici (ovviamente andrebbero legati ai rispettivi titoli uniformi)
  3. al posto dei T e degli N si usa il titolo uniforme (sempre di natura A) legato al titolo della manifestazione
  4. il titolo di un’opera recato da una particolare pubblicazione, se non corrisponde al titolo uniforme, si dà:
  • come variante del t.u. (titolo D legato ad un A) se è di notevole importanza per l’accesso, ad esempio se ricorre con frequenza o se è comunque ben conosciuto
  • come variante del titolo della manifestazione (titolo D legato ad un M) negli altri casi (sempre che si ritenga utile renderlo accessibile)

Anche se l’ICCU non le ha comunicate con particolare enfasi, si tratta di novità della massima importanza, che in pratica riformano tutta la gestione delle catalogazioni analitiche. Proprio perché nella circolare e nelle FAQ sono esposte senza particolari accentuazioni, c’era qualche dubbio che questa fosse l’interpretazione corretta, che come si vede l’ICCU ha confermato.

Ha deluso un po’ me e altri la risposta al quesito sulla paginazione, non perché non sia chiara, ma perché avremmo preferito un parere opposto.

QUESITO

L’esempio di pag. 15 della circolare relativo al paragrafo 12.3 mi pare errato, perché quella pubblicazione ha un titolo d’insieme, quindi le tre commedie sarebbero titoli N, mentre nella spiegazione si fa riferimento ai T

QUESITO
Si sente il bisogno di indicazioni più sistematiche sui titoli analitici: è chiaro che le REICAT non danno loro molta importanza, ed il punto citato sopra sembra decretare la morte dei T, ma vale lo stesso per gli N, quanto meno nelle raccolte? I T non potrebbero essere ancora utili per rendere accessibile il titolo particolare con cui una certa opera figura in una determinata edizione, anche se il titolo uniforme si lega al livello della manifestazione, e quindi al titolo M? L’unica alternativa in questi casi mi sembra che sarebbe un titolo D legato al titolo M, ma non so se poi il risultato in un opac sarebbe molto chiaro.

RISPOSTA [riguarda entrambi i quesiti]
Per quanto riguarda il punto 12.3 della circolare in effetti nella Guida SBN si indicava un legame con natura N, ma questa regola è stata disattesa e al posto della natura N i catalogatori hanno creato , anche nel caso di raccolte con titolo d’insieme, una natura T per mandarle in indice. Ora la natura T sarà abbandonata e quindi a maggior ragione anche la N in favore della creazione del titolo uniforme di natura A. La forma presente nella manifestazione si legherà come forma variante di natura D al titolo uniforme. Gli spogli saranno utilizzati solo a livello di pubblicazioni periodiche.

QUESITO [continua il discorso precedente]

Per quanto riguarda la forma del titolo presente nella manifestazione, trattarla come variante del t.u. secondo me ha anche uno svantaggio, e cioè che non permette di capire facilmente in quale manifestazione viene usato quel titolo: questo è irrilevante se si cerca una qualsiasi edizione di una certa opera, ma può essere importante se si cerca l’edizione in cui l’opera compare con quel particolare titolo. Del resto un problema simile si trova con le raccolte di registrazioni musicali: collegando i t.u. al titolo d’insieme della manifestazione risulta più difficile individuare quali interpreti sono collegati a ciascuna composizione. Gli interpreti infatti sarebbero collegati ai titoli analitici delle composizioni che eseguono, ma non possono certamente essere collegati ai t.u.

RISPOSTA
In effetti la forma presente nella manifestazione si collegherà come forma variante solo se presente più volte nelle varie manifestazioni e quindi da registrare una sola volta come forma variante di rinvio del titolo uniforme e non di quella particolare edizione. Nel caso si tratti di una forma variante di una particolare edizione sarà creata come forma variante di quella edizione e non del titolo uniforme(vedere anche 9.0.3, 9.6.1 e 13 dove si dà l’opzione di utilizzarle come accesso alla registrazione bibliografica). Nella nota a pag. 324 delle REICAT in effetti si parla di opportunità di creare forme di rinvio per i titoli delle singole pubblicazioni ma solo nel caso di una lista di authority dei titoli uniformi. Attualmente non mi sembra opportuno in SBN creare sempre come forme varianti tutti i titoli che appaiono nelle pubblicazioni. Una precisazione in tale senso mi sembra utile da dare a tutti. Provvederemo a diffonderla

QUESITO
Nel punto 4.4.4.2 delle FAQ, in cui parla della data di stampa e di copyright penso che si dovrebbe chiarire meglio che quanto detto si applica quando si è stabilito che bisogna creare una nuova registrazione, e quindi non alle ristampe: se la data di stampa sta solo ad indicare una ristampa, non si crea una nuova registrazione e quindi tutta la regola non si applica. [il timore era che la regola venisse interpretata, soprattutto dai meno esperti, nel senso si debbano creare notizie anche per le ristampe]

RISPOSTA
Nel punto 4.4.4.2 della circolare si parla di una nuova registrazione e non di una ristampa. Se non è chiaro chiariremo meglio.

QUESITO
Il paragrafo 1.7.1.4 delle REICAT, ripreso anche dalle FAQ, stabilisce che tra le variazioni che danno luogo alla creazione di una nuova registrazione c’è anche quella della paginazione: sia il tenore della norma che gli esempi fanno capire che questo si riferisce a qualsiasi variazione della paginazione, anche a quelle marginali (per esempio l’ultima pagina del testo che prima non era numerata e poi lo diventa). Questo però in SBN può essere pericoloso, perchè può determinare la creazione di un gran numero di reticoli del tutto identici se non per una minima differenza nella paginazione, situazione scomoda sia per i catalogatori, in fase di cattura, che per i lettori. Non sarebbe possibile, in SBN, applicare la regola con qualche limitazione, ossia prevedere la creazione di una nuova notizia quando la paginazione diversa corrisponde a una diversa presentazione dei contenuti facilmente percepibile, e prevedere invece negli altri casi una nota obbligatoria per segnalare la variazione?

RISPOSTA
La regola del paragrafo 1.7.1.4 corrisponde ad una prassi che è stata applicata in SBN, come ci risulta da vari centri di coordinamento regionali di catalogazione. Ci si riferisce all’aggiunta anche di una sola pagina di testo sia anche l’introduzione o le parti iniziali o finali. Quindi una variazione di numerazione deve corrispondere anche ad un’aggiunta di testo anche se minima. Daremo questa indicazione anche nella nuova Guida SBN che stiamo approntando.