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Vent’anni del Catalogo delle Biblioteche Liguri – CBL

Forse non se ne ricorda più nessuno, ma qualche giorno fa il CBL – Catalogo delle Biblioteche Liguri ha compiuto vent’anni, essendo stato aperto il 24 febbraio 1998.

All’epoca raccoglieva tre biblioteche, tutte dotate di CDS/ISIS-Teca (Biblioteca Civica di Albenga, Sistema Bibliotecario Alta Val Bormida e Biblioteca del Servizio Programmi e Strutture culturali della Regione, oggi chiamata Biblioteca di Biblioteconomia della Regione Liguria) e circa 50.000 record.

Grazie alla Wayback Machine, il servizio di Internet Archive che archivia siti web, tra cui anche quello della Regione Liguria, possiamo vedere una delle prime versioni della pagina informativa sul CBL, aggiornata al 16 aprile 1998 e archiviata il 10 giugno dello stesso anno:

https://web.archive.org/web/19980610164734/http://www.regione.liguria.it:80/sesatc/270/cbl.htm

Possiamo vedere anche la home page di quella prima versione del CBL, archiviata il 2 dicembre 1998 (parzialmente funzionante):

https://web.archive.org/web/19981202202448/http://opac.regione.liguria.it:80/cgi-win/hiweb.exe/a3

La realizzazione del CBL era stata disposta con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 411 del 17 febbraio 1995. Non essendo tra quelle già disponibili in versione elettronica, abbiamo pubblicato anche lei sull’Internet Archive, e si può consultare qui.

Ma probabilmente molti non sanno di chi è il merito della prima idea del CBL. Nell’autunno del 1994 stavamo studiando, anche tramite riunioni con le principali biblioteche liguri, quali soluzione adottare per sviluppare la cooperazione nell’ambito dei cataloghi informatizzati. All’epoca eravamo ancora molto diffidenti verso SBN, anche se poi l’atteggiamento cambiò poco dopo. In quel periodo lavorava da noi una bibliotecaria molto preparata che forse qualcuno ricorda, Graziella Giusto, che proveniva dalla Regione Lombardia e rimase da noi tra il 1993 e il 1996. Fu lei che un giorno disse: Perché non facciamo un opac?. L’idea in quel momento era particolarmente buona perché puntare su un catalogo derivato ci permetteva di dare un servizio effettivo in modo relativamente semplice (anche se poi ci furono difficoltà impreviste), e così ci orientammo subito in quel senso.

Fine della lezione di storia, naturalmente chi non l’avesse ancora fatto è invitato a visitare il CBL com’è oggi (versione in linea dal dicembre 2011).

CBL e ricerca su Wikipedia

Il Catalogo delle Biblioteche Liguri – CBL, nella visualizzazione completa della scheda, accanto al nome dell’autore mostra un link alla voce corrispondente su Wikipedia quando una corrispondenza viene trovata (è un processo automatico), ma non è difficile notare che talvolta l’autore individuato su Wikipedia non è in realtà quello del catalogo.

E’ un problema noto da tempo ma finora non è stato possibile risolverlo: si verifica sia quando nel CBL e su Wikipedia ci sono persone diverse con nome identico, sia anche quando non c’è un nome identico e il nome presente nel CBL corrisponde ad una parte di quello presente su Wikipedia. Ad esempio, nel CBL c’è Mario Rossi, in Wikipedia non c’è, ma c’è invece Mario Baciccia Rossi, che è quello che viene recuperato. Talvolta si tratta del nome completo della stessa persona, altre volte invece si tratta di qualcuno che non c’entra.

Sono limiti che derivano principalmente dalla ricerca per nome, che per sua natura non è univoca.

La soluzione sarebbe gestire la corrispondenza tra i cataloghi e wikipedia non tramite il nome ma tramite l’identificativo, cosa per cui Wikipedia ha molto interesse: per molti nomi, anche se non tutti, Wikipedia registra uno o più identificativi (ad esempio per Giuseppe Verdi ce ne sono ben sette), tra cui anche il VID assegnato in SBN.

Con gli identificativi errori di questo genere non ce ne sarebbero, perché si vedrebbe che gli omonimi non hanno lo stesso identificativo: anche noi però dovremmo modificare il programma in modo da utilizzarli per la ricerca, una cosa che in questo momento non possiamo fare per mancanza di risorse economiche.

La logica di funzionamento del programma potrebbe essere la seguente: recupera il nome con lo stesso identificativo; se non trovi l’identificativo, cerca il nome, ma recuperalo solo se è privo di identificativo (se c’è lo stesso nome con identificativo diverso si presume che si tratti di un omonimo).

Attualmente SBN, a differenza di Wikipedia, gestisce un solo tipo di identificativo autore, cioè il VID, cosa che limiterebbe l’efficacia della ricerca. Per questo e per altri scopi sarebbe utile poterne trattare anche altri, quanto meno quello del VIAF (http://www.viaf.org/) , speriamo che presto sia possibile.

Permalink nell’OPAC indice SBN

Nello scorso mese di aprile sono stati finalmente introdotti nell’opac SBN di indice i permalink, di cui si sentiva molto la mancanza.

I permalink hanno la struttura: http://id.sbn.it/bid/bid;, ad esempio http://id.sbn.it/bid/LIG0000001.

Naturalmente il permalink è presente nella scheda del documento visualizzata dall’OPAC.

Cos’è un permalink

Poiché recentemente mi è capitato di dare informazioni su cosa sono i permalink, ho pensato che potrebbe essere utile condividerle anche qui sul blog.

Un permalink è semplicemente un link permanente, ossia un link che è sempre uguale indipendentemente dal software utilizzato per la gestione del servizio (un opac o altro) e dalle azioni che ha fatto l’utente.

Ad esempio, supponiamo di andare su http://www.catalogobibliotecheliguri.it/ e di fare una ricerca per autore per Howard Phillips Lovecraft. Andiamo poi a vedere la lista dei risultati e visualizziamo la scheda di completa di uno qualunque di essi, ad esempio il seguente:

Lovecraft, H. P.

Kadath / Howard P. Lovecraft

Roma : Compagnia del giallo, Gruppo Newton, 1994

Monografia – Testo a stampa [RAV0286422]

Osservando l’indirizzo che compare nella barra del browser quando visualizziamo la scheda completa di questo record vediamo il seguente:

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opaclib?db=solr_cbl&rpnquery=%40attrset+bib-1+%40and+%40and++%40attr+1%3D1002+%40attr+4%3D2+%22howard%22++%40attr+1%3D1002+%40attr+4%3D2+%22phillips%22++%40attr+1%3D1002+%40attr+4%3D2+%22lovecraft%22&select_db=solr_cbl&totalResult=92&nentries=1&format=xml&rpnlabel=+Autore+%3D+howard+phillips+lovecraft+%28Parole+tutte%29+&resultForward=opac%2Fcbl%2Ffull.jsp&searchForm=opac%2Fcbl%2Favanzata.jsp&do_cmd=search_show_cmd&saveparams=false&fname=none&from=21

Possiamo anche memorizzare questo indirizzo, ma nulla garantisce che in futuro continui a funzionare, perché una versione nuova del programma utilizzato sul sito, o a maggior ragione l’introduzione di un nuovo programma potrebbero comportare un url diverso. Non solo, ma possiamo notare che questo url contiene dei riferimenti alla sessione di lavoro dell’utente: l’ultimo parametro (from=21) fa riferimento al fatto che il record è nella posizione 21 nella lista dei risultati, cosa che ovviamente dipende dalla ricerca che è stata fatta. Nel nostro caso, l’url funziona anche fuori contesto perché i parametri non pertinenti vengono ignorati, ma con altri programmi non è così e l’url è inutilizzabile fuori dalla sessione di ricerca.

Il permalink invece è un indirizzo, a cui si cerca di dare la struttura più semplice possibile, che fa sempre e direttamente riferimento ad un certa entità, e rimane lo stesso a tempo indefinito indipendentemente dal contesto. L’entità indirizzata dal permalink può essere una scheda bibliografica, una immagine, un file musicale, la scheda di autorità di un autore, un articolo in vendita in un negozio online o qualunque altra cosa.

Il nostro opac CBL ha dei permalink della forma http://bid.catalogobibliotecheliguri.it/<identificativo> , ad esempio per questo particolare record http://bid.catalogobibliotecheliguri.it/RAV0286422, dove l’identificativo è il BID per i dati SBN mentre viene costruito nel CBL per gli altri (e quindi non ha significato al di fuori del CBL stesso).

Si può dire che un permalink svolga completamente la sua funzione se utilizza un identificativo riconosciuto, in modo da essere facilmente prevedibile non solo nell’uso manuale ma anche nell’elaborazione automatizzata. Ad esempio, se qualcuno avesse una lista di 100.000 bid SBN e volesse verificare se sono presenti nel CBL, conoscendo la struttura del permalink potrebbe facilmente produrre un programma che li controlla uno per uno, cosa non possibile con identificativi puramente locali.

Un permalink non funziona per magia: bisogna che ci sia sul server un programma in grado di interpretare il permalink e recuperare il dato corrispondente, e bisogna che chi gestisce l’opac o qualche altro servizio che fa uso dei permalink abbia cura di fare in modo che esso rimanga sempre valido anche quando cambia il programma utilizzato. Noi prima o poi certamente sostituiremo l’attuale software di gestione del CBL (anche se questo al momento non è in programma), ma tra le specifiche del nuovo programma dovremo includere il supporto dei permalink nella loro forma attuale.

Nulla vieta che per uno stesso contenuto ci siano diversi permalink, cosa che si giustifica in particolare quando vengono utilizzati diversi tipi di identificativo.

Apre la Biblioteca Digitale Ligure (BDL)

Il 22 giugno 2015 è entrata in servizio la Biblioteca Digitale Ligure (BDL),  realizzata dalla Regione Liguria per rendere possibile l’accesso pubblico ai contenuti digitali prodotti dalla Regione o messi a disposizione dalle biblioteche o altre istituzioni liguri.

Non è certo questo articolo il luogo appropriato per un trattato sulle gestione delle risorse digitali, argomento su cui c’è già una letteratura enorme sia su carta che online (anche molti documenti gratuiti), quindi basterà dire che la BDL si propone di trattare ogni tipo di contenuto digitale, ad esempio immagini di libri o manoscritti digitalizzati, ebook in PDF ricavati dalle stesse immagini, registrazioni audio e video digitalizzate, documenti creati dall’origine in formato digitale (testi pubblicati direttamente come ebook, registrazioni musicali pubblicate direttamente online in digitale …).

La BDL si compone degli elementi tipici delle biblioteche digitali di oggi:

  • i contenuti digitali veri e propri
  • i metadati, ossia i dati che descrivono i contenuti digitali e ne rendono possibile la ricerca e l’identificazione
  • il repository, cioè il sistema in cui sono immagazzinati contenuti digitali e metadati in modo idoneo alla conservazione (ad esempio prevedendo la gestione di copie multiple e indipendenti dei dati, conservate in data center geograficamente distanti)
  • il sistema di fruizione, cioè le componenti software che permettono al pubblico di accedere ai contenuti nel modo più semplice e preciso possibile
  • il sistema di gestione, cioè le componenti software che permettono agli addetti di amministrare la biblioteca digitale (in particolare caricare nuovi contenuti, correggere od eliminare quelli esistenti)

Il software per la BDL è stato commissionato dalla Regione alla ditta Inera di Pisa, è di proprietà regionale e rilasciato con licenza libera GPL. Anche tutto il software di base, dal sistema operativo Linux al framework Fedora è sotto licenze libere.

Le politiche di licenza sui contenuti digitali e la fornitura degli stessi alla BDL sono disciplinate dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 426/2014. Poiché l’intento è quello di favorire il più possibile non solo il semplice accesso pubblico ai contenuti digitali, ma anche il loro riuso per lo sviluppo culturale, sociale ed economico, vengono privilegiate le licenze libere tra le quali in particolare le Creative Commons. La licenza da applicare agli specifici contenuti dipende però anche dagli accordi coi fornitori degli stessi e da eventuali vincoli derivanti dalle norme sul diritto d’autore. Le licenze sui contenuti digitali sono distinte da quelle che si applicano alle opere originali, che nella BDL sono per lo più nel pubblico dominio o rilasciate a loro volta dall’origine con licenza libera.

Per quanto riguarda la conservazione dei contenuti digitali, essi sono duplicati tra due datacenter geograficamente distanti, e in ciascuno di essi vengono conservati in sistemi di storage in RAID 6, che assicurano l’integrità dei dati anche in caso di rottura contemporanea di due dischi. Per il momento non è necessario preoccuparsi dell’obsolescenza dei formati perché quelli utilizzati (come TIFF, Jpeg, PDF) sono stabili, largamente diffusi e non si prevede a breve termine che sia necessario sostituirli.

Attualmente i contenuti della BDL consistono in gran parte di immagini in TIFF e Jpeg derivate da originali cartacei. Per molti documenti sono presenti anche le versioni alla massima risoluzione. In alcuni casi è disponibile anche la versione in PDF, molto utile soprattutto per la lettura fuori linea previo scaricamento.

Il caricamento dei dati è ancora in corso, e di molti altri è prevista l’acquisizione in tempi brevi (si tratta in gran parte di digitalizzazioni effettuate negli anni scorsi con contributi regionali, a cui però se ne aggiungono alcune effettuate autonomamente dai partecipanti). Tra questi anche materiali audio e video e alcuni ebook. Verrà inoltre resa disponibile la versione PDF di un maggior numero di documenti acquisiti come immagini, poiché tale versione può essere facilmente prodotta a partire dalle immagini stesse.

L’accesso alla BDL non avviene solo dal sito della stessa, ma anche dall’opac regionale CBL – Catalogo delle Biblioteche Liguri che per i documenti presenti della BDL mostrerà un link alla versione digitale. Lo stesso potrà essere fatto anche da altri opac che contengano documenti presenti nella BDL.

La BDL verrà prossimamente integrata nel servizio Internetculturale gestito dall’Istituto Centale per il Catalogo Unico (Ministero Beni Culturali): i contenuti saranno così accessibili anche tramite l’interfaccia di Internetculturale, che mostrerà gli oggetti digitali recuperandoli dal repository regionale.

Per altre informazioni e per la fornitura di dati:

Regione Liguria – Settore programmi culturali e spettacolo
Giuseppe Pavoletti
giuseppe.pavoletti@regione.liguria.it
tel. 010 5484616

Sette modi per linkare il CBL (Catalogo Biblioteche Liguri)

Forse non tutti sanno che ci sono non uno, non due e nemmeno tre, ma almeno sette modi per linkare l’opac regionale CBL – Catalogo delle Biblioteche Liguri.

Siccome non tutti questi modi sono immediatamente ovvi, li esponiamo in dettaglio qui di seguito.

1) semplicemente la home page: http://www.catalogobibliotecheliguri.it/

 

2) qualunque pagina che abbia un indirizzo autonomo, ad esempio

l’elenco delle biblioteche (http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/biblioteche.jsp),

le note tecniche (http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/notetec.jsp) o altre

 

3) una ricerca, tramite l’url del link Ritorna ai risultati che viene visualizzato dal dettaglio di uno dei risultati della ricerca (attenzione: il formato di questo url può cambiare in seguito a modifiche al programma); ossia: prima si fa la ricerca, poi si memorizza la relativa url ricavandola da quel link

 

4) un’url composta “a mano” secondo le regole riportate di seguito (anche queste possono cambiare in seguito a modifiche al programma):

L’OPAC mette a disposizione un link per ricercare direttamente indipendentemente dalle maschere messe a dispisizione nell’interfaccia.

La struttura dell’url si ricava facilmente da questo esempio:

http://opac.cbl.metavista.it/opaclib/opac/cbl/ricerca.jsp?request=Autore=dante%20@and@%20Titolo=divina

Nel parametro request, per comporre la ricerca, si possono specificare gli operatori @and@, @or@ e @not@ (sempre preceduti e seguiti da spazio) e i seguenti canali (il numero tra parentesi si riferisce all’attributo usato in Z39.50 e non va inserito nell’url):

Autore (1003)

Titolo (4)

Soggetto (21)

Collana (5)

Editore (1008)

Data (31)

Biblioteca (1044)

Codice Dewey (13)

Numeri (1007)

Titolo_uniforme (6)

Luogo_pubblicazione(59)

Natura (1021)

Tipo_materiale (1001)

Tipo_documento (1031)

Lingua (54)

Paese (55)

Nome_Personale (1)

Nome_Ente (2)

Nome_Congresso (3)

Bibliografia_Nazionale (48)

Altri_numeri (5001)

Numero_editoriale (5002)

Numero_editoriale_musica (5013)

I doppi apici nel valore significano : frase esatta.

 

5) selezionando una biblioteca come ambito predefinito di ricerca tramite il seguente url

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/free.jsp?biblioteche=codice_biblioteca

Il codice è il codice ISIL (un codice univoco che identifica una biblioteca in ambito internazionale, vedi  http://www.biblstandard.dk/isil/ e http://anagrafe.iccu.sbn.it/opencms/opencms/informazioni/codice-isil/), che si ricava da  http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/biblioteche.jsp (oppure da http://anagrafe.iccu.sbn.it/ per tutte le  biblioteche italiane). Ad esempio, se interessasse il catalogo del Centro Sistema Bibliotecario Provinciale di La Spezia, il cui codice è IT-SP0076, l’url

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/free.jsp?biblioteche=IT-SP0076

farà sì che l’opac effettui le ricerche solo sulla tale biblioteca, funzionando a tutti  gli effetti come opac di biblioteca.

Ovviamente la cosa ha senso per le biblioteche che partecipano al CBL, se si inserisce il codice di una  biblioteca non presente non verrà mai trovato niente.

Anche questo url potrebbe cambiare a seguito di modifiche al programma.

 

6) la scheda di una singola pubblicazione tramite il permalink (indipendente dalle specificità del programma)

http://bid.catalogobibliotecheliguri.it/identificativo

dove l’identificativo è il BID per ciò che viene da SBN, mentre viene generato direttamente dal CBL per le altre catalogazioni.

Il permalink viene indicato per ciascuna scheda visualizzata (si trova nella fascia viola in alto).

Ad esempio l’url http://bid.catalogobibliotecheliguri.it/LIG0000019 visualizza la scheda del bid LIG0000019 (creato in SBN, da dove viene preso anche l’identificativo).

Questo è il metodo da scegliere per linkare una singola registrazione bibliografica.

 

7) inoltre è possibile produrre automaticamente del codice HTML che, inserito in un documento (ad esempio una pagina web, l’articolo  di un blog ecc.) visualizza una scheda recuperandola dal CBL. Questo codice si può ottenere tramite il link Genera HTML, presente  in ogni scheda di dettaglio (sempre nella fascia viola), oppure direttamente con l’url

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/cpwidget.jsp?identificativo

dove l’identificativo è il BID o quello interno come per il punto 6.

Il CBL, da questo url, mette a disposizione anche una interfaccia per personalizzare facilmente l’aspetto della scheda.

Codici presentazione musicale in SbnWeb e nel CBL

Recentemente alcuni hanno notato che nel CBL la formulazione della presentazione musicale (non quella che deriva dalla descrizione, ma quella che deriva dall’apposito campo codificato che SBN prevede per i record musicali) non risulta corretta: infatti o appaiono dei codici che non corrispondono a quelli previsti dall’Unimarc nel campo 125$a e comunque sono incomprensibili ai più, oppure appaiono dei valori decodificati errati.

Abbiamo visto che questo inconveniente è causato dal fatto che SBN prevede per quel dato dei codici suoi propri, diversi da quelli Unimarc, sui quali invece l’opac si basa per la decodifica. Questi codici si possono vedere nella tabella PRES (da Gestione del sistema).  L’opac visualizza i codici che non riesce a decodificare, ma alcuni dei codici SBN corrispondono causalmente a valori ammessi dall’Unimarc per il 125$a con significato del tutto diverso, e in questi casi l’opac visualizza valori errati.

La tabella PRES prevede però anche una mappatura tra codici SBN e codici Unimarc, mappatura che abbiamo impostato credendo che questo avesse effetto solo sullo scarico Unimarc: abbiamo invece riscontrato che ciò determina anche quali codici vengono inviati all’indice. Se vengono inviati i codici Unimarc invece dei codici SBN, l’indice non li accetta e non permette di inserire il dato.

L’unico modo per non impedire di lavorare ai catalogatori che trattano la musica è stato quindi quello di ripristinare la situazione precedente, con i relativi problemi nell’opac (in catalogazione funziona tutto regolarmente).
Per adesso quindi bisognerà rassegnarsi ad una difettosa visualizzazione di questo dato nei record provenienti da SBN. Prevedere nell’opac un trattamento ad hoc per tali record non è una soluzione molto efficiente, sarebbe necessaria una evolutiva di SbnWeb che consenta di impostare i codici ai soli fini dell’esportazione, oppure dell’indice per fargli accettare anche i codici Unimarc.

Inventari e collocazioni sul titolo superiore

Sono stati riscontrati casi di reticoli a livelli, ossia con descrizione del livello generale e delle singole unità fisiche (riferiti a pubblicazioni in più volumi o altri tipi di unità fisiche), nei quali qualche biblioteca ha assegnato inventario e collocazione al titolo superiore anziché ai titoli inferiori corrispondenti alle unità.

Non solo, ma qualche volta sono stati assegnati inventari sia alle singole unità che al titolo superiore, rendendo così quanto meno difficile capire quale sia davvero il posseduto di quella biblioteca.

Questa pratica inoltre produce anche il seguente effetto indesiderato nel CBL: facendo una ricerca limitata ad una biblioteca che possiede una o più unità fisiche correttamente inventariate o collocate, viene ovviamente ritrovato anche il livello superiore, nel quale però appare solo la localizzazione della biblioteca che ha inventariato tale livello, creando confusione nell’utente, che pensava di cercare in una biblioteca e ne vede spuntare un’altra.

Bisogna quindi normalmente evitare di inventariare e collocare il livello superiore in presenza di reticoli a livelli.

Dico normalmente perché possono esserci casi di pubblicazioni non a stampa in cui le unità fisiche sono prive di titolo particolare e tanto integrate tra loro da rendere ammissibile, se non preferibile, l’assegnazione di un unico inventario: se però una pubblicazione di questo genere è già stata catalogata a livelli, la biblioteca che aveva programmato di assegnare un unico inventario dovrà per forza assegnarlo al livello superiore (ma in quel caso non assegnerà inventari anche a quelli inferiori!).

Come ovvio, gli inventari si assegneranno solo al titolo d’insieme nei casi in un cui è ammessa la catalogazione ad un unico livello (bid a livello 05, pubblicazioni video e musicali con unità prive di titolo particolare: da ricordare che è sempre obbligatoria, tranne che per gli 05, la creazione di notizie per le unità con titolo particolare).

Conviene quindi che tutti facciano attenzione per il futuro e a cerchino di sistemare gli inventari e collocazioni assegnati in passato in modo errato (purtroppo attualmente non possiamo estrarre un elenco di tutti i titoli superiori che abbiano inventari e collocazioni).

Visualizzazione della localizzazione nell’OPAC

Alcuni hanno notato che quando nel Catalogo delle Biblioteche Liguri – CBL, cioè l’OPAC regionale,  si fa una ricerca con filtro su una o più biblioteche vegono mostrate tutte le localizzazioni associate ai record ritrovati, anche quelle di altre biblioteche, e si sono chiesti se questo sia il comportamento normale.

La risposta è affermativa, cioè si tratta del comportamento previsto.

Quando è impostato il filtro per biblioteca, tutti i documenti mostrati sono localizzati nelle biblioteche scelte, ma le localizzazioni di tali documenti vengono mostrate tutte, anche se includono ulteriori biblioteche.

Si è scelta questa soluzione perché ritenuta più utile per l’utente, che può scoprire localizzazioni che gli sono utili e a cui non avrebbe pensato.

Nuovo CBL – Catalogo delle Biblioteche Liguri

Dal 22 dicembre 2011 è in linea all’indirizzo

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/

il nuovo CBL – Catalogo delle biblioteche liguri che unifica il precedente CBL, funzionante dal 1998 a cura della Regione Liguria, e l’opac della Biblioteca Universitaria di Genova (BUG), attivo dal 2001 (come già spiegato in questo post).

Il nuovo catalogo viene gestito in collaborazione da BUG e Regione e permette quindi di ottimizzare l’uso delle risorse per offrire un punto di accesso unificato a quanti più possibili cataloghi delle biblioteche liguri.

Il nuovo CBL, oltre a fornire numerose funzionalità prima non presenti, rende consultabili sia dati caricati nel suo archivio, tra i quali quelli del Polo SBN regionale ligure, sia opac esterni funzionanti indipendentemente, in particolare quello dell’Università e Comune di Genova e quello del Liguria Sebina Net (numerose biblioteche della Provincia di Genova e della riviera di ponente).

Il CBL è interrogabile sia attraverso l’interfaccia web che attraverso il protocollo Z39.50 (hostname http://www.catalogobibliotecheliguri.it, porta 2100, database CBL).

Altre informazioni sullo stesso sito dell’OPAC e informazioni ancora più dettagliate, anche sugli aspetti tecnici e sui parametri per l’accesso tramite Z39.50, sul portale Cultura in Liguria, nella sezione dedicata alle biblioteche.

Coloro che mantengono repertori di target Z e gateway Z39.50-http sono senz’altro invitati ad aggiungere il CBL indipendentemente dal fatto che li interpelliamo direttamente a questo scopo, cosa che faremo per quelli che conosciamo.

L’elenco delle biblioteche rappresentate si trova su

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/biblioteche.jsp

Per motivi tecnici non è per ora possibile rendere accessibili dati di alcune altre biblioteche, ma speriamo di poter rimediare quanto prima.

I vecchi indirizzi del CBL e dell’opac della BUG sono ancora attivi e puntano al nuovo opac, ma si consiglia di ignorarli e memorizzare invece il nuovo.

Il CBL è inoltre tra i cataloghi interrogabili dal Metaopac Azalai Italiano.

Nel nuovo CBL è possibile, come nell’opac BUG dismesso, indirizzare direttamente gli utenti sulla propria biblioteca.

Occorre utilizzare un indirizzo in questa forma:

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/free.jsp?biblioteche=<identificativo biblioteca>

Esempi:

link alla Biblioteca Universitaria:

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/free.jsp?biblioteche=IT-GE0038

link alla Biblioteca del Civico Museo dell’Attore del Teatro Stabile di Genova

http://www.catalogobibliotecheliguri.it/opaclib/opac/cbl/free.jsp?biblioteche=IT-GE0041

L’identificativo è il codice ISIL o in qualche caso un codice assegnato appositamente alle biblioteche ancora prive di codice ISIL, che si desume dalla scheda della biblioteca presente sullo stesso CBL (in caso di dubbio rivolgersi a Beppe Pavoletti ai recapiti indicati sotto).

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi altra informazione.

Saranno graditi commenti, suggerimenti e segnalazioni di eventuali errori (rivolgersi a Beppe Pavoletti, email giuseppe.pavoletti@regione.liguria.it, tel. 0105484616).

Convenzione tra Regione Liguria e Biblioteca Universitaria di Genova (BUG) per il nuovo OPAC ligure

Il 31 agosto 2011 è stata sottoscritta tra la Biblioteca Universitaria di Genova e la Regione Liguria una convenzione per il miglioramento dell’accesso pubblico ai cataloghi e ai servizi bibliotecari nell’ambito del Servizio Bibliotecario Nazionale che prevede in particolare la collaborazione per la gestione dell’OPAC regionale Catalogo delle biblioteche liguri (CBL).

Attualmente infatti in Liguria esistono il CBL gestito dalla Regione e l’OPAC della Biblioteca Universitaria, due OPAC che in parte si sovrappongono (entrambi contengono i dati del Polo SBN Ligure) e in parte hanno oguno proprie specifiche caratteristiche (ad esempio il CBL contiene anche dati non SBN, ma l’OPAC della BUG serve da metaopac permettendo di interrogare automaticamente diversi cataloghi esterni).

In seguito a questa convenzione invece verrà realizzato un unico OPAC che assommerà i vantaggi di entrambi (quindi conterrà dati SBN, dati non SBN e servirà da metaopac) insieme a numerose altre migliorie, con evidente vantaggio per gli utenti che avranno un unico punto di accesso alla maggior parte dei cataloghi presenti in regione, ossia tutti quelli per i quali è possibili il caricamento dei dati oppure l’accesso al loro opac tramite Z39.50 (putroppo per alcuni non è ancora possibile ma ci auguriamo che lo diventi presto: è il caso, ad esempio, del Polo SBN Ligure 2).

Ci saranno anche vantaggi economici, perché la gestione del nuovo sistema costerà meno della somma dei due attualmente esistenti, e per di più i costi saranno suddivisi tra i due contraenti.

Si prevede che il nuovo catalogo venga messo in esercizio in tempi brevi (si spera entro qualche settimana). Dovrebbe essere accessibile con tutti gli indirizzi attualmente utilizzati, comunque verranno date informazioni dettagliate quando sarà il momento.

Note all’inventario nell’OPAC

Per il contenuto di questo messaggio ringrazio le catalogatrici Cristiana Nardini e Francesca Nepori per le indicazioni e i suggerimenti che mi hanno dato sull’argomento.

Cercando nell’OPAC della Biblioteca Universitaria catalogazioni realizzate o modificate in SbnWeb a qualcuno può essere capitato di trovare delle note alla descrizione formulate in questo modo:

Leg. con: Costituzione della Repubblica ligure, Genova, 1802 (inv. A 9021) – IT-GE0039, 1LIGSTA XX0 36

che a prima vista dà l’impressione di un miscuglio tra descrizione bibliografica e note all’inventario, poiché è palese che una nota come Legato con si riferisce ad una particolare copia. Per di più, sempre a prima vista, non si capisce bene che cosa sia l’ultima parte della nota.

Verificato che non si trattava di un errore grossolano di qualche catalogatore che aveva inserito nella descrizione ISBD le note all’inventario (non è frequente, ma succede anche questo), si pensava ad un errore nell’esportazione in Unimarc di SbnWeb.

In realtà, le cose stanno in modo ben diverso.

SbnWeb sfrutta una caratteristica abbastanza sofisticata dell’Unimarc, fin qui poco usata, per cui nel campo 316, che fa parte delle note alla descrizione bibliografica, si inseriscono le note sulle singole copie, ognuna corredata dal riferimento alla particolare copia a cui si riferisce, in modo da mantenere la distinzione tra dati dell’edizione e dati di copia.

L’edizione 3 dell’Unimarc prescrive che il riferimento alla copia sia composto da: codice ISIL della biblioteca, seguito dal carattere due punti (cioè “:”) e dalla collocazione della copia. il codice ISIL, regolamentato dallo standard ISO 15511, è un codice univoco a livello internazionale che identifica una singola biblioteca: in Italia viene assegnato dall’ICCU ed è quello che si può vedere nell’Anagrafe delle Biblioteche Italiane.

La seconda parte della nota dell’esempio sopra è quindi composta da un codice ISIL (IT-GE0039, corrispondente alla Biblioteca della Provincia Ligure dei PP. Cappuccini) e da una collocazione (1LIGSTA XX0 36).

Tra codice e collocazione c’è una virgola anziché i due punti: è un errore di SbnWeb che abbiamo già segnalato all’ICCU.

A parte questo, i dati in sé sono perfettamente corretti: visualizzarli in modo facilmente comprensibile all’utente finale sarebbe invece compito dell’OPAC che potrebbe, ad esempio, visualizzare il nome completo della biblioteca al posto del codice, far precedere la collocazione da una opportuna etichetta, oppure anche inserire un link alla nota già visualizzata in associazione ai dati di copia (almeno in questo particolare opac) o usare altre tecniche ancora.

C’è da augurarsi che gli opac vengano quanto prima perfezionati per visualizzare nel modo più adeguato questi dati, e quelli di altri campi Unimarc che hanno la stessa struttura, cioè prevedono dati di collegamento con la copia (ad esempio il 702 con relator code 390 per il possessore, che senza questo dato appare, in modo del tutto erroneo, un autore secondario tra gli altri).