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Modifica del numero di sequenza nelle descrizioni a livelli

Alcuni hanno segnalato un problema con le descrizioni a livelli, che in realtà è solo apparente: nei titoli inferiori (titolo di arrivo di un legame 51) non si riesce a modificare il numero di sequenza che appare in uno dei campi in alto nella pagina che contiene la descrizione e i campi ad essa pertinenti.

Il motivo è che quel dato viene visualizzato in quella pagina per comodità, ma in realtà non è un elemento della descrizione, bensì un attributo del legame, quindi per modificarlo bisogna andare non in Varia descrizione ma in Varia legame.

Ovviamente non ci sono problemi particolari per modificare il numero di sequenza che si trova all’inizio della descrizione.

Il numero di sequenza della collocazione si gestisce invece dai dati di inventario e di collocazione.

 

Titoli di natura R (raccolte fattizie)

Da qualche tempo in SbnWeb è possibile trattare le cosiddette raccolte fattizie.

Citando dalla documentazione del programma:

E’ stata implementata la gestione della Raccolta fattizia con definizione di una  nuova natura ‘R’, con gestione e visibilità nel reticolo per la sola biblioteca che l’ha creata e caratteristiche analoghe a quelle di un titolo di collocazione cui è possibile legare (M1R) documenti condivisi o solo locali.

Si tratta delle raccolte non pubblicate di cui al paragrafo 6.0.5 delle REICAT (che non usano l’espressione raccolte fattizie), che le definiscono come

collezioni di qualsiasi genere (purché realizzate in un unico esemplare o comunque non pubblicate nel loro insieme) di documenti non pubblicati e/o pubblicati, sia non descritti individualmente sia descritti individualmente

Esempi di queste raccolte potrebbero essere: faldoni con ritagli di giornale su qualche tematica (di interesse locale, o riguardanti le attività e le vicende della biblioteca ecc. ecc.), album con cartoline o fotografie, “assembleggi” di contenuti diversi, preesistenti e non, per realizzare una narrazione o comunque un’opera unitaria e molte altre cose.

La bozza della nuova Guida alla catalogazione in SBN di ottobre 2013 non cita ancora questa natura R, non so se si prevede di integrarla o se si tratti di una soluzione concepita come puramente locale o addirittura limitata ad SbnWeb. Io spero che l’argomento venga inserito nella guida per assicurare uniformità di trattamento e supportare eventuale sviluppi futuri.

Come si capisce facilmente infatti la soluzione adottata è veramente minimale: i titoli R non solo non vanno in indice, ma anche in polo sono visibili solo alla biblioteca che li ha creati, e per di più abbiamo verificato che non vengono esportati in Unimarc e di conseguenza non vanno in opac.

La loro utilità quindi è estremamente limitata perché non sono visibili né dal pubblico né dalle altre biblioteche, ma possono usarli, per darne informazione agli utenti, solo i bibliotecari della biblioteca che li ha creati.

Questo è un peccato, perché si tratta di documenti di difficile reperimento, per cui bisognerebbe fare in modo da farli conoscere il più possibile (anzi, secondo me dovrebbero andare anche in indice proprio per questo motivo, anche se non servono per essere catturati trattandosi quasi sempre di pezzi unici).

Non ho notizie certe in merito, ma penso che questo criterio così restrittivo sia stato adottato per risolvere un problema non banale che questi titoli pongono: essi possono essere legati ai componenti della raccolta, i quali a loro volta possono essere anche documenti pubblicati. Se si creasse un legame secondo i criteri normali, quei documenti pubblicati apparirebbero sempre come parte della raccolta, quando invece questo riguarda solo qualche particolare copia.

La vera soluzione sarebbe collegare il legame alla copia, come avviene coi possessori, oppure mantenerlo in gestione bibliografica ma distinguerlo con opportuni attributi. Questo avrebbe richiesto interventi di sviluppo di un certo peso, quindi si può pensare che limitare la visibilità del titolo sia risultata una soluzione più rapida e meno costosa. Non so però, non avendo ancora verificato nella pratica, come la biblioteca interessata vede questi legami.

Le REICAT prevedono anche la possibilità di fare una descrizione a livelli per eventuali suddivisioni interne della raccolta non pubblicata, ma per ora in SBN questo non è possibile perché richiederebbe un legame R51R o R1R che non è previsto.

Comunque è un fatto positivo che almeno ora sia stato espressamente previsto questo tipo di documenti, ed è certamente opportuno sfruttare questa possibilità inserendo i relativi dati, che forse in futuro potranno avere un uso più ampio di quello che hanno ora. Assolutamente da evitare è invece, per motivi che dovrebbero essere evidenti per tutti, ignorare la natura R e catalogare le raccolte non pubblicate come M.

In polo ci sono finora solo 3 titoli R (più altri cancellati), privi di posseduto e forse creati per prova o per errore (la descrizione contiene pochi dati, e almeno un paio di questi titoli sembrerebbero riferirsi a collane, cosa che non sarebbe ammissibile in alcun modo).

Titoli uniformi nella circolare ICCU sull’applicazione delle REICAT in SBN

Non è uscita un’altra circolare, ma parliamo sempre di quella del febbraio 2010.

Alcuni si stupiscono leggendo, a pagina 12, quanto segue:

per le edizioni in lingua originale il titolo uniforme non è obbligatorio. Se ne raccomanda l’uso, però, per le opere pubblicate nella stessa lingua ma con titoli diversi

che evidentemente non è coerente con l’obbligatorietà del titolo uniforme prevista dalle REICAT, di cui anzi si può considerare il punto fondamentale:

L’impiego del titolo uniforme è obbligatorio per tutte le opere (9.0.3 p. 324)

Poche righe prima, la circolare spiegava che

L’applicazione del titolo uniforme a tutte le registrazioni bibliografiche già presenti in Indice e a tutte quelle che da ora in poi verranno immesse richiederebbe un lavoro troppo oneroso. Si stabilisce quindi per il momento …

Sono quindi disposizioni che si suppongono transitorie, ma nel frattempo bisogna innanzitutto osservare che la circolare  dice che in certi casi il titolo uniforme non è obbligatorio ma non dice che sia vietato, quindi è del tutto ammesso utilizzarlo sempre come previsto dalle REICAT. In questi anni anzi ci sono stati diversi capitolati per incarichi di catalogazione che prevedevano espressamente l’inserimento del titolo uniforme per tutte le opere.

Limitarsi a quanto previsto dalla circolare, anche se ovviamente è una scelta legittima, presenta nella pratica diversi inconvenienti, che emergono se si considerano che il catalogo SBN è un lavoro collettivo che si sviluppa nei tempi lunghi (nel 2012 sono 27 anni di catalogazione in SBN).

Basti pensare che se chi cataloga un’edizione in lingua originale non inserisce il titolo uniforme, lo inserirà chi cataloga una traduzione: costui però potrebbe non essere in grado di modificare l’edizione in lingua originale per collegarle il titolo, col risultato di dare l’impressione che di quell’opera ci siano a catalogo solo traduzioni.

Inoltre quando un’opera viene pubblicata per la prima volta non si sa se verrà pubblicata in futuro nella stessa lingua  con titoli diversi: se questo accadrà, si riproporrà la stesso problema dell’altro caso.

Inoltre a prendere la circolare alla lettera sembra che per le edizioni in lingua originale non sia neppure obbligatorio il legame ad un titolo uniforme già esistente, e magari legato ad altre edizioni in lingua originale, anche se quasi certamente il testo voleva riferirsi solo alla creazione del titolo.

Per evitare questi inconvenienti quindi in pratica il titolo uniforme andrebbe sempre creato per le nuove catalogazioni (a meno che manchino le informazioni per formularlo in modo attendibile o che questo richieda ricerche di entità eccessiva).

Per quanto riguarda il pregresso, è chiaro che non è realistico pensare di riprendere in mano tutti i reticoli solo per aggiungervi il titolo uniforme, però quando è possibile farlo in modo ragionevolmente agevole, magari quando si deve intervenire su un reticolo per altri motivi, sarebbe meglio farlo.

Ad esempio, se si crea un reticolo con tanto di titolo uniforme per una nuova edizione di un’opera, e in biblioteca ci sono altre edizioni dell’opera, sarebbe bene, nei limiti del possibile, collegare anch’esse al t.u.