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Livelli di cooperazione in SBNMARC

Lo scopo di questo articolo è di fornire una descrizione informale dei quattro livelli di cooperazione tra polo e indice previsti nell’ambito del protocollo SBNMARC, ai quali si fa riferimento nella certificazione di compatibilità con l’Indice degli applicativi rilasciata dall’ICCU, e che determinano il modo con cui tutto un polo interagisce con l’indice.

Questa descrizione ha carattere del tutto non ufficiale (per informazioni ufficiali si veda il sito dell’ICCU alle voci Evoluzione dell’indice SBN e Certificazione di conformità al protocollo SBNMARC) e cerca di illustrare soprattutto le conseguenza pratiche dell’uno o dell’altro livello di cooperazione. Nel prospetto degli applicativi certificati il livello è quello riportato nella terza colonna da sinistra.

LIVELLO 1. Prevede solo la cattura dall’indice di produzione. Chi lavora a livello 1 quindi non contribuisce in alcun modo allo sviluppo del catalogo SBN ma si limita ad importare dati nel proprio catalogo: per questo è previsto un pagamento per lavorare in SBN a questo livello, che comunque non ha attualmente alcuna importanza pratica. Nessun software è certificato a livello 1 e quindi nessun polo lo usa, anche perché molti applicativi permettono già di catturare dati dall’opac.

LIVELLO 2. Prevede la cattura di dati dall’indice e l’invio all’indice di localizzazioni, mentre non permette né la creazione né la correzione di dati in indice. Chi lavora a questo livello non è tenuto ad allinearsi all’indice: se dopo aver catturato un reticolo lo modifica, questa modifica non viene inviata all’indice. In un polo di livello 2 quindi possono esserci catalogazioni anche molto diverse da quelle che nell’indice hanno localizzazioni per quel polo. Chi lavora a livello 2 non fornisce nuovi dati bibliografici ad SBN ma fornisce nuove localizzazioni. Ci sono alcuni applicativi certificati a livello 2, ma alla data di questo articolo nessun polo lavora a questo livello.

LIVELLO 3. Prevede la cattura di dati dall’indice e l’invio all’indice di localizzazioni, nonché la creazione di nuove catalogazioni in indice, mentre non permette né la correzione di dati, e non ha l’obbligo dell’allineamento per i poli che lo usano. Lavorando a livello 3 quindi si contribuisce ad SBN sia con nuove localizzazioni che con creazioni, ma non potendo fare correzioni non si può contribuire a migliorare la qualità dei dati esistenti: se un polo cattura una notizia di scarsa qualità, la corregge e la completa, magari facendo anche un lavoro accuratissimo e altamente professionale, non può mandare in indice il dato corretto, che rimarrà solo in polo. Gli applicativi certificati a livello 3 al momento sono pochi, anche perché alcuni che prima lo erano sono passati a livello 4, i poli che lavorano a questo livello sono 5, ma solo uno di essi usa un applicativo certificato solo a livello 3 (il Polo Biblioteche Ecclesiastiche con EosWEB) mentre gli altri sono a livello 3 per loro scelta, e almeno alcuni solo in via temporanea.

LIVELLO 4. È la vera e propria catalogazione partecipata, che prevede la possibilità di creare e correggere in indice, con obbligo di accettare gli allineamenti. Non è una novità, perché è stata l’unica modalità di lavoro in SBN dalle origini fino all’introduzione si SBNMARC nel 2004. La grande maggioranza dei poli SBN, tra cui ovviamente il Polo SBN Ligure, lavora felicemente a livello 4. Il livello 4 non impedisce che si creino catalogazioni locali, ma impone che sia condiviso tutto ciò che si manda in indice.

All’introduzione di SBNMARC alcuni temevano che l’introduzione dei livelli di cooperazione inferiori al 4 avrebbe scatenato la corsa ad aderire ad SBN al livello più basso possibile, ma in pratica questo finora non è successo, e del resto non si vede perché un polo dovrebbe scegliere di rimanere a livelli più bassi potendo lavorare a livello 4 (a parte situazioni temporanee), cosa che fanno da quasi trent’anni migliaia di biblioteche (e hanno fatto quando i software erano di gran lunga meno perfezionati degli attuali e tutto era più difficile). Per contro i livelli più bassi possono essere utili per favorire l’ingresso in SBN, che vuol dire anche l’arricchimento della base dati, di chi utilizza programmi non certificati a livello 4.

Per quanto riguarda la Liguria, ormai da molti anni i piani regionali prevedono che, ai fini dei piani stessi (inclusa l’assegnazione dei contributi) si considerano poli SBN solo quelli a livello 4, in modo da scoraggiare la corsa all’adesione a livelli più bassi.

Diagnostica del client VPN

Forse non tutti sanno già che la versione 5 del client Stonegate (come del resto anche la 4) ha una funzionalità di diagnostica utile quando ci sono problemi di collegamento difficili da risolvere.

Questa funzionalità produce un file che contiene un gran numero di informazioni sulla configurazione del PC e della VPN in particolare, e che può essere mandato all’assistenza perché lo esamini.

Per ottenere questo file procedere nel modo seguente:

  1. click col tasto destro sull’icona della VPN
  2. scegliere Properties
  3. scegliere Diagnostics (primo tab a destra)
  4. bottone Collect dignostics
  5. a questo punto il programma effettua la raccolta dei dati, mostrandone la progressione sullo schermo
  6. al termine dell’operazione, cliccare su Save dignostics
  7. salvare il file dove si preferisce, ma senza cambiargli nome

A questo punto il file può essere esaminato e inviato dove necessario (si tratta di un file zippato che al suo interno ne contiene numerosi altri con le varie informazioni, molto interessanti).

Il client SBN e Vista

Come noto, la compatibilità del client SBN con Windows Vista non è mai stata ufficialmente dichiarata. Alcuni utenti lo hanno provato, e finora sembra che il programma funzioni regolarmente. Sono stati segnalati malfunzionamenti alla tastiera virtuale, che in alcuni casi non inserisce il carattere selezionato, ma su altre postazioni questo non è stato riscontrato.

Al momento sembra quindi che si possa usare il client sotto Vista con una certa fiducia, anche se non c’è ancora la certezza completa che non possano emergere problemi: è quindi opportuno che anche chi usa Vista faccia in modo da mantenere ancora a disposizione una macchina con XP o anche Windows 2000.

Ricordo infine che sotto Vista è indispensabile usare il client Stonegate versione 4.

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Dopo circa tre mesi dalle osservazioni riportate sopra, abbiamo ampiamente usato SBN c/s con Vista agli incontri sulla catalogazione e in altre occasioni e non abbiamo mai riscontrato alcun incenveniente. Mi sembra quindi che ormai Vista possa essere usato con notevole tranquillità almeno per le procedure di catalogazione e gestione del documento fisico. Non l’abbiamo provato invece con le acquisizioni e i servizi.