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Casa editrice online

Mi hanno posto un quesito catalografico che può interessare anche ad altri:

Se una casa editrice non ha una sede fisica, ma solo un sito internet e non risulta nulla dal libro cartaceo o risulta solo luogo e nome dello stampatore, o a maggior ragione se la casa opera solo online vendendo ebook e quindi non c’è neppure lo stampatore, che cosa si mette come luogo di pubblicazione?

A mio parere rientriamo semplicemenre nella casistica generale della mancanza di luogo, di cui si tratta in REICAT 4.4.1.4.

La norma infatti indica come comportarsi se il luogo manca, indipendentemente dal perché manca.

Ovviamente se il luogo è desumibile da fonti esterne (ad esempio, non è sulla pubblicazione ma è sul sito dell’editore) si riporta tra quadre sempre secondo i criteri generali.

La bozza della nuova Guida alla catalogazione non dà indicazioni diverse.

La Guida SBN musica, paragrafo M4A5, aggiunge questa osservazione:

Per le registrazioni sonore.  Il luogo di pubblicazione non è quasi mai presente perché la maggioranza delle etichette discografiche e delle case di produzione sono imprese multinazionali

Non è però una norma ma una constatazione, se il luogo di fatto è presente o accertabile si trascrive normalmente. In realtà, l’indicazione del luogo sulla pubblicazione per le registrazioni audio non è molto frequente, ma la sede dell’editore può essere accertabile da fonti esterne, a cominciare dal sito ufficiale, anche perché non tutte le etichette discografiche sono multinazionali.

A proposito di data di pubblicazione

Nella circolare ICCU per l’applicazione delle REICAT in SBN, fra le poche variazioni alla descrizione bibliografica, viene accolta la norma REICAT 4.4.4.0 Definizione della data di pubblicazione.

L’applicazione delle REICAT in SBN determina due conseguenze:

1) sono eliminate le parentesi quadre, quando, in assenza di data di pubblicazione, gli anni di copyright e stampa coincidono;

2) sono considerati date di pubblicazione “quando possono essere ritenuti equivalenti a una data di pubblicazione” gli anni di copyright e stampa e “si riportano senza la qualificazione”.

Non sembri una variazione di poco conto.

L’omissione delle parentesi quadre e delle qualificazioni stravolge la filosofia della descrizione coordinata delle aree seconda e quarta, oltre a disinformare il lettore. Come è noto, la data di pubblicazione è la data dell’edizione e se per qualche ragione non si trova tale data, si ripiega su altre date: copyright, stampa, imprimatur, etc. riportandole con le appropriate qualificazioni. Che la data sia importante lo prova il fatto che deve essere sempre segnalata anche in forma dubitativa ([199.] [1995?] etc.). Il lettore deve sapere che tipo di data trova nella notizia bibliografica, altrimenti è una notizia come minimo imprecisa. Nella nuova edizione del 2004 del Catalogo di Revelli si legge che l’indicazione sostitutiva della data di stampa (o di altra data) in mancanza di quella di edizione deve essere qualificata come tale, “non può essere gabellata per data di edizione” (p. 100).

Le REICAT gabellano?

Ha ancora una sua funzione l’area dell’edizione?

Il problema ha una certa importanza nella redazione di un catalogo che non perda la memoria della teoria della divisione in aree e delle rispettive funzioni. Diverso è il discorso in una compilazione di bibliografia, in cui parentesi e qualificazioni possono appensantire la consultazione dell’elenco, anche se pure in questo ambito è auspicabile una coerenza fra le aree.