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Dove mettiamo le piante?

Questo messaggio non riguarda l’agricoltura ma la catalogazione delle piante di edifici, a proposito delle quali mi hanno chiesto se vanno considerate materiale grafico o materiale cartografico.

Non trovando una risposta esplicita né nelle REICAT, né nella nuova Guida SBN né nell’Unimarc (da cui derivano i codici di tipo record) ho chiesto all’ICCU, da dove mi hanno detto che non c’è una riposta ben definita perché l’Unimarc sembra propendere per inserirle nella grafica (non mi è chiaro perché, forse perché vi include i disegni tecnici) mentre le REICAT inclinano piuttosto al materiale cartografico.

Nelle REICAT un riferimento preciso l’ho trovato: è l’Appendice D sulle designazioni specifiche del materiale che a pagina 568 include le piante tra i documenti cartografici. E’ vero che il contesto è più quello di un raggruppamento della terminologica che di una norma catalografica esplicita, ma in attesa di indicazioni più chiare, e considerato che per il noi le REICAT sono un riferimento più immediato dell’Unimarc mi sembra che si possa seguire questo criterio, e quindi trattare le piante di edifici come cartografia.

Va detto però che è possibile che il termine sia inteso nel senso di piante di città (che sono evidentemente cartografia) e non di edifici, ma non essendo noi nella mente dei redattori delle REICAT, ed in assenza di altre indicazioni la soluzione meno rischiosa mi sembra che rimanga quella che ho indicato.

Catalogazione delle risorse elettroniche online

Qualche giorno fa mi hanno chiesto se è possibile catalogare in SBN delle risorse elettroniche online, una cosa che in effetti si fa abbastanza poco.

Sicuramente è possibile, ma – almeno fino ad indicazioni contrarie che per ora, a quanto mi risulta, non ci sono state – bisogna tenere conto dell’indicazione che dava la vecchia guida sulla catalogazione delle risorse elettroniche in SBN pubblicata a stampa nel 1999 (http://bid.catalogobibliotecheliguri.it/CFI0417081, non ho trovato una versione elettronica), che a pagina 8 dice: La catalogazione in SBN delle risorse elettroniche disponibili in rete sarà chiaramente limitata a quelle per le quali l’accesso è subordinato ad una sottoscrizione (ad es. l’abbonamento ad un periodico in rete).

Il motivo di questo limite è chiaro: solo in questo caso si ha una localizzazione in senso stretto, perché c’è una risorsa che è disponibile in determinate biblioteche e non in altre, mentre indicizzare i siti web pubblici sarebbe più o meno come fare una bibliografia e non un catalogo.

Certo dopo tutti questi anni la norma potrebbe essere in parte ripensata: da una parte è vero che catalogare il sito di Google in SBN non ha molto senso, dall’altra è altrettanto vero che ci sono siti specialistici poco noti e difficili da individuare che non farebbe dispiacere trovare in SBN. Questo vale a maggior ragione per cose come il deep web e gli hidden services di Tor. Inoltre le regole del 1999, nelle quali le risorse online sono poco approfondite, probabilmente pensavano soprattutto a cose come banche dati, periodici elettronici o anche un sito web nel suo insieme, molto meno ad ebook o album musicali, che potrebbe aver senso segnalare anche se ad accesso libero, almeno in casi particolari, ad esempio quando sono prodotti dalla biblioteca stessa o dall’ente di riferimento (l’abbiamo fatto anche noi: LIG0244818). Questo è anche utile per acquisire un identificativo in qualche modo standardizzato (il BID) invece di crearne uno locale.

L’indicazione della Guida del 1999 quindi sembrerebbe ancora valida ma da interpretare con un minimo di elasticità da parte dei catalogatori. Per ora non c’è nella bozza della nuova Guida SBN e neppure nella Guida alla catalogazione della musica (che non è una bozza ma è ufficiale). In compenso, la bozza tratta in modo sostanzialmente completo la descrizione di queste risorse: per trovare dove ne parla, basta cercare nel testo le parole accesso remoto e si noterà che il trattamento non è particolarmente difficile.

Per quanto riguarda i codici da usare bisogna fare attenzione ai seguenti:

Tipo materiale: L [ATTENZIONE: non ancora utilizzabile, usare per adesso uno degli altri]

Tipo record: (v. bozza nuova guida p. 4-5)

Tipo mediazione: elettronico

Tipo supporto: Elettronico – risorsa online per computer

Autori, soggetti e classi secondo le norme generali (vedremo se la nuova guida completa dirà qualcosa di diverso).

Per divertimento, proviamo a catalogare davvero il sito di Google, cosa che potrebbe dare un risultato come questo:

Google. – Mountain View : Google, 1998-    .

Nota sul tipo di risorsa elettronica: Sito web, motore di ricerca

URI accesso: https://www.google.com/

Legami autore: *Google (legame 1, codice relazione 070)

CDD: 025.04

Soggetti: Motori di ricerca (inteso come soggetto formale)

Si intende che la catalogazione di cui parliamo è tutt’altra cosa rispetto all’indicazione dell’URI della copia digitale di un’altra pubblicazione, che si indica tra i dati dell’esemplare.

Quesiti ripassando le REICAT

Un bibliotecario ha posto alcuni quesiti sulle REICAT, a cui ho cercato di rispondere nel modo migliore che potevo. Mi sembra interessante condividere qui domande e risposte.

Nel capitolo 14 le REICAT evitano già nella definizione (14.1.1.) di prendere posizione sulla manifestazione,  trattandola al massimo come trattamento “alternativo” (14.2.5.) e insistono sulle espressioni di un’opera, che hanno poca “agibilità” catalografica.

Perché il principio seguito dalle REICAT è che ogni responsabilità andrebbe legata al livello corrispondente: gli autori o collaboratori dell’opera al t.u., i responsabili dell’espressione (es. traduttore) al titolo dell’espressione, se previsto, le responsabilità per la manifestazione – che a questo punto sarebbero casi marginali, ad esempio il curatore di una particolare edizione che non si configuri come espressione distinta, oppure gli enti citati sulla fonte primaria senza che sia chiaro il loro legame con l’opera – andrebbero collegate al titolo proprio.

Questo è perfettamente logico, ma per adesso non è ancora realizzabile per motivi pratici. Infatti legare gli autori dell’opera al solo t.u. e non al titolo proprio sarebbe possibile, ma poi questi autori non si vedrebbero negli opac, che quasi mai visualizzano gli autori legati al t.u. anche perché l’unimarc non prevede ancora questo dato (anzi, quasi mai gli opac visualizzano una scheda per il t.u., ma lo usano solo per la ricerca del titoli collegati).

Inoltre sarebbe una prassi tanto diversa da quella abituale che non potrebbe certo adottarla un singolo catalogatore di sua iniziativa in assenza di una indicazione ufficiale.

Il titolo dell’espressione sarebbe piuttosto complicato da gestire perché richiederebbe un ulteriore livello di legami (da t.u. al titolo dell’espressione e da questo al titolo della manifestazione), e infatti in SBN non è previsto e le relative responsabilità sono associate alla manifestazione.

è corretto dire che i tipi di responsabilità (14.2.4.) corrispondono ai codici di relazione di SBN Web?

Sì. La codifica dei tipi di responsabilità usata in SBN è quella prevista da Unimarc (relator codes).

è corretto dire che le REICAT sono obbligatorie nella scelta del nome (15.1.) e per gli elementi del nome (15.2.) ma non per l’ordinamento, le qualificazioni, rinvii e richiami, per i quali vale la sintassi della seconda parte della Guida SBN (si preferira Ioannes Paulus <papa. ; 1>)? E la medesima cosa si può dire per le intestazioni uniformi per gli enti (capitolo 16) e la responsabilità materiale (capitolo 19).

Più esattamente, ciò che non è obbligatorio nelle REICAT è la punteggiatura, come detto espressamente più volte in nota, l’ordine degli elementi è obbligatorio (non si può mettere l’elemento principale dopo le qualificazioni).

Sull’ordine delle qualificazioni però le REICAT non dicono niente, quindi è chiaro che in SBN si continua a seguire l’ordine previsto dalla Guida.

Da vedere anche la circolare ICCU del febbraio 2010, che per quanto riguarda la forma delle intestazioni, a parte punteggiatura e ordine delle qualificazioni, dà generalmente l’indicazione di seguire le REICAT.

Limitatamente ai testi a stampa, si può dire che le responsabilità per particolari espressioni (capitolo 18) va considerata in SBN come responsabilità secondaria a livello di pubblicazione?

Sì, perché in SBN non c’è il titolo per l’espressione e non si tratta di una responsabilità per l’opera.

Per il traduttore sono indicati quattro casi precisi nei quali deve essere assegnata la responsabilità al traduttore anche se assente sul     frontespizio. È una norma obbligatoria anche per il catalogatore SBN, come anche negli altri casi prospettati (18.5.) o il catalogatore ha margini  di decisione sull’opportunita o meno di creare il legame?

La norma è obbligatoria anche in SBN, perché l’ICCU non ha dato indicazioni diverse, anche se probabilmente alcuni di questi casi di obbligatorietà, che forse sono anche troppi, non se li ricorda quasi nessuno.

Nuova bozza della Guida alla catalogazione SBN

Nell’ottobre 2013 l’ICCU ha pubblicato un ulteriore draft della nuova Guida alla catalogazione in SBN, che si trova qui:

http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2013/Guida_SBN_con_esempi/GUIDA_SBN_ottobre_2013.pdf

Rispetto alla bozza precedente è stato aggiunto il trattamento dei periodici, mentre manca ancora la parte più attesa, cioè quella sui legami. In particolare, non è ancora possibile sapere quale uso avranno i titoli T, che sembravano destinare a sparire in base alle circolari ICCU del 2010, non sono più previsti dalla nuova Guida alla catalogazione della musica (pubblicata nel 2012 in versione definitiva) mentre in queste bozze della Guida generale sono ancora presenti.

 

Guida alla catalogazione SBN Musica

L’ICCU ha annunciato la pubblicazione della Guida alla catalogazione in SBN. Musica: musica e libretti a stampa, registrazioni sonore, video e risorse elettroniche musicali.

La Guida è disponibile in versione a stampa e online.La pubblicazione a stampa è in vendita all’ICCU e le richieste possono essere inviate per posta all’ Ufficio Vendite, Viale Castro Pretorio, 105 – 00185 Roma, per fax: 06/4959302 o per e-mail: venditapubbl@iccu.sbn.it.

La versione online sul sito dell’ICCU è accessibile a questo indirizzo (link diretto al al documento qui).

Questa nuova guida ovviamente dovrà essere applicata a tutte le catalogazioni di materiale musicale. Si tratta della prima edizione ufficiale, quelle che abbiamo usato finora e su cui abbiamo fatto anche dei corsi erano solo bozze.

Bisogna fare i complimenti all’ICCU per aver distribuito non solo la versione a stampa a pagamento, ma anche la versione online gratuita (PDF stampabile), spero che verrà fatto lo stesso anche per la nuova Guida SBN (e magari anche per le REICAT).

Prima bozza della nuova Guida alla catalogazione in SBN

Il 12 giugno 2012 l’ICCU ha pubblicato sul suo sito la prima bozza della nuova Guida alla catalogazione in SBN, basata su REICAT e ISBD Consolidated.

La bozza comprende le parti sui codici, i numeri standard e la descrizione, mentre manca ancora quella sui legami.

Si tratta di una versione che l’ICCU definisce prototipale, senza entrare in dettagli circa la sua applicabilità immediata.

Tuttavia queste parole dell’introduzione del Direttore dell’ICCU alla Guida

Il carattere  in progress  di questa edizione on-line è dovuto ad una serie di fattori: da un lato, considerando il notevole sviluppo che SBN ha avuto negli ultimi anni presso una molteplicità di nuovi Poli e applicativi non SBN nativi, si è ritenuto più utile mettere subito in linea quanto finora prodotto, per dare un supporto, anche se parziale, alle nuove realtà

fanno pensare che sia possibile l’applicazione immediata della nuova guida.

A mio parere tale applicazione (previo debito studio!) si potrebbe considerare già ora possibile soprattutto per cose che risultavano non chiaramente disciplinate dalla combinazione Guida SBN 1995 + REICAT + Circolare ICCU del 2010, e se non si tratta di innovazioni troppo radicali e di ampia portata rispetto alle regole attuali, innovazioni per le quali mi sembra più consigliabile aspettare la versione definitiva oppure istruzioni più esplicite.

Inoltre mi pare che si possano applicare eventuali indicazioni che correggono esplicitamente Circolare e dalle FAQ del 2010.

Si tenga presente che la nuova Guida, oltre a non essere definitiva, è ancora incompleta, quindi alcune parti potrebbero non essere ancora pienamente comprensibili: in questi casi, ed in tutti i casi dubbi, bisogna applicare i documenti già consolidati e non la Guida. Ad esempio, la bozza mantiene i titoli T, che invece da circolare e FAQ sembravano destinati a sparire, ma senza la parte sui legami non possiamo sapere che ruolo avranno: forse saranno riservati a casi particolari, oppure saranno mantenuti solo come soluzione non preferenziale. Nel dubbio, meglio limitarsi per ora ad applicare solo circolare e FAQ.

Per tutto il resto naturalmente resta fermo quanto stabilito dai documenti precedenti.

Interessante inoltre il fatto che l’ICCU dichiara che la pubblicazione della versione draft ha lo scopo di valutare eventuali osservazioni dei bibliotecari che lavorano in SBN.

Fonti per lo studio della catalogazione disponibile anche in ePub

Il documento Fonti per lo studio della catalogazione, che fa parte di quelli disponibili tramite la pagina Documenti di questo blog, è ora anche disponibile, oltre che in PDF, in formato ePub, adatto ai lettori di ebook.

La versione ePub si trova qui.

Lo segnalo perché è la prima volta che uno dei documenti del blog viene pubblicato in questo formato.

Versione aggiornata delle Linee guida per la catalogazione in SBN del materiale grafico: manifesti, stampe, disegni

L’ICCU ha annunciato la pubblicazione online, della versione aggiornata (settembre 2011) delle Linee guida per la catalogazione in SBN  del materiale grafico: manifesti, stampe, disegni, che si trova all’indirizzo: http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2011/guidapdf_jpg/txt_graficaSett.pdf. [LINK non più valido – v.seguito]

L’aggiornamento riguarda un ampliamento dell’ambito di applicazione della normativa ai documenti moderni composti da solo testo, stampati su uno o due lati di un solo foglio, destinati alla pubblica affissione o diffusione. Inoltre è stato preso in considerazione il trattamento delle stampe contenute in pubblicazioni testuali antiche.

Tale normativa è in una fase di sperimentazione, alla conclusione della quale sarà pubblicata in versione definitiva. Pertanto l’ICCU chiede alle Istituzioni che trattano questa tipologia di materiale e agli esperti del settore che vogliano contribuire al perfezionamento di questo lavoro, di inviare eventuali osservazioni e commenti, entro fine gennaio 2012 all’indirizzo: guidagrafica@iccu.sbn.it.

Nel 2012 è poi stato pubblicato un ulteriore draft reperibile a questo indirizzo: http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2012/graficaPDFluglio2012/txt_vs0.pdf

Nuovi documenti ICCU (cartografia e grafica)

L’ICCU ha pubblicato le Linee guida per la catalogazione in SBN del materiale grafico: manifesti, stampe, disegni disponibile gratuitamente all’indirizzo
http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2011/txt-ima.grafica.online/txt_grafica.on-line.pdf
.

Inoltre il 10 maggio 2011 ha diffuso la seguente circolare sulla catalogazione della cartografia:

Per i poli che catalogano il materiale cartografico si danno di seguito alcune brevi informazioni e indicazioni:

1) Si è notato che l’indicazione di scala nei campi codificati è stata riportata da alcuni Poli in maniera errata con l’indicazione “1:” al posto della sola notazione numerica – che deve essere data senza punti: es. 250000 – e non 1:250.000 che è il dato da riportare invece in area 3.
Per quanto riguarda i dati già inseriti si è proceduto ad una bonifica in automatico. Nel frattempo è stato inserito in Indice un controllo che impedisce errori nell’inserimento dei dati.
2) In merito alle coordinate geografiche si fa presente che in Indice esisteva un malfunzionamento che impediva una corretta gestione dei dati relativi alla latitudine: in particolare il s/w non accettava che i valori del primo campo della latitudine N fossero superiori a quelli del secondo, per cui vi è stata finora un’inversione di valori nei campi. Si rende noto che il malfunzionamento è stato rimosso, con relativa bonifica/inversione dei dati fin qui immessi.
3) Poiché comunque si è rilevato che alcuni poli hanno indicato la latitudine in maniera errata anche nell’area dei dati matematici, si ritiene opportuno ricordare le indicazioni presenti in ISBD sull’inserimento delle coordinate che vanno date in quest’ordine:
estensione massima occidentale dell’area rappresentata [ovest] estensione massima orientale dell’area rappresentata [est] estensione massima settentrionale dell’area rappresentata [nord] estensione massima meridionale dell’area rappresentata [sud] La latitudine viene infatti sempre indicata dall’alto verso il basso considerando come punto di riferimento l’equatore. Pertanto qualora i due estremi di latitudine si trovino ambedue nell’emisfero settentrionale (da lat. N … a lat. N …), i valori numerici (corrispondenti a gradi, primi, secondi) del primo estremo (massima distanza dall’equatore) dovranno essere maggiori del secondo estremo (minima distanza dall’equatore); qualora i due estremi di latitudine si trovino ambedue nell’emisfero meridionale (da lat. S … a lat S …), i valori numerici (corrispondenti a gradi, primi, secondi) del primo estremo (minima distanza dall’equatore) dovranno essere minori del secondo estremo (massima distanza dall’equatore).

Roma, 10.5.2011

ICCU- Responsabile Area degli standard
e delle normative catalografiche
(dott.ssa Maria Lucia Di Geso)