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Autori secondari di titoli uniformi

Nei giorni scorsi alcuni hanno sollevato un argomento catalografico interessante, e cioè in quali casi siano previsti autori secondari legati, con legame 3, ai titoli uniformi.
Non è una questione banale, perché moltissimi autori secondari legati al livello della manifestazione hanno responsabilità solo per la manifestazione stessa, per cui sarebbe completamente sbagliato prenderli tutti e legarli senz’altro al titolo uniforme.

Rimangono comunque diversi casi in cui questo tipo di legame è corretto, che sono quelli in cui la responsabilità secondaria si applica all’opera stessa. Senza pretendere di elencarli tutti, possiamo individuarne almeno alcuni:

  • curatori di raccolte di materiale preesistente, che non si configurino come opere totalmente autonome rispetto a tale  materiale
  • autori di parti secondarie di un’opera; ad esempio: chi ha scritto una parte minore del testo, oppure è responsabile di contributi secondari,  purché siano parti integranti dell’opera e non riconducibili ad una determinata edizione; può trattarsi di elementi come illustrazioni, bibliografie o altri materiali supplementari; prefazioni e simili generalmente  non rientrano in questo caso
  • librettisti di opere liriche
  • coautori dell’opera (autori sullo stesso piano) se sono più di tre
  • autori di film (normalmente hanno tutti il legame 3, anche se potrebbe esserci il caso di un autore tanto prevalente da meritare il legame 1, ad esempio per un film o un documentario realizzato interamente in proprio da una sola persona)

Il caso di opere basate su altre opere merita un cenno particolare.

Le REICAT prevederebbero in questi casi un legame tra titoli uniformi, a ognuno dei quali naturalmente sono legati i rispettivi autori, ma poiché SBN per adesso non prevede legami tra titoli uniformi la circolare ICCU del febbraio 2010 sull’applicazione delle REICAT in SBN fa riferimento al seguente passo delle REICAT:

11. Opere nuove connesse a opere preesistenti Si considerano opere nuove, distinte da quelle preesistenti:
a) i rifacimenti o rielaborazioni (parafrasi, compendi, etc.) che, con mutamenti rilevanti di contenuto anche se non di genere, si presentano formalmente come opere nuove, con un titolo differente da quello dell’opera originale o una diversa responsabilità (par. 11.1-11.3);
b) le elaborazioni autonome di temi narrativi o d’altro genere non riconducibili con sicurezza a una singola opera preesistente (par. 11.4);
c) i testi ufficiali connessi o derivati da altri e le opere non ufficiali connesse a testi ufficiali (par. 11.5);
d) le modificazioni che comportano un cambiamento di carattere o genere dell’opera: elaborazioni con funzioni pratiche o didattiche, adattamenti, trasposizioni, etc. (par. 11.6-11.11);
e) i supplementi (o continuazioni, appendici, etc.) di un’opera preesistente, se contraddistinti da un proprio titolo che li identifica (par. 11.12).
Si considerano opere distinte, inoltre, quelle che costituiscono un prodotto compiuto anche se funzionale, complementare o comunque connesso alla realizzazione di un’altra opera di natura diversa (par. 11.13).
Le opere connesse si collegano con richiami reciproci (par. 9.6.2).

e dice

APPLICAZIONE IN SBN:
Il richiamo reciproco tra titoli uniformi di opere connesse tra loro non è attualmente possibile. È stata programmata un’evoluzione del sw.
Nei casi previsti ai punti a), b), c), d) la connessione continuerà ad essere stabilita attraverso il collegamento tra la pubblicazione e l’autore dell’opera preesistente e connessa (intestazione secondaria); nel caso previsto dal punto e) la connessione continuerà ad essere stabilita attraverso il collegamento (codici di collegamento 2, 4)

per cui si deve ancora fare un legame 3 con l’autore dell’opera preesistente. Mi sembra però una svista il riferimento al punto b della citazione dalle REICAT perché se l’elaborazione non è riconducibile con sicurezza ad un’opera preesistente o non si sa quale autore sia da legare oppure, se la derivazione fosse comunque da opere di un autore ben determinato (come in alcuni romanzi contemporanei che hanno per protagonista Sherlock Holmes ma contengono storie nuove e non rielborazioni di qualche opera di Conan Doyle), il legame rischierebbe di propagarsi a troppe opere: per esempio, tutte le opere che fanno riferimento ai cosiddetti miti di Chtulhu di Lovecraft dovrebbero avere un’intestazione a Lovecraft, cosa che mi pare decisamente eccessiva.

È palese che il rapporto tra le opere deve essere chiaro (non derivante da interpretazioni critiche che possono essere oggetto di discussione tra gli esperti) e diretto, per cui non deve trattarsi solo di somiglianze e riferimenti più o meno immediati. Non si considera derivata dal Signore degli Anelli ogni opera di fantasy in cui ci sia qualcuno che cerca di recuperare oggetti magici per sconfiggere il male, né il Signore degli Anelli si considera un’opera derivata dall’Anello del Nibelungo di Wagner, anche se in qualche situazione ci sono delle analogie. Oppure: le Nozze di Figaro di Mozart derivano dalle Nozze di Figaro di Beaumarchais (si tratta di una commedia), ma il Barbiere di Siviglia di Rossini non è un’opera derivata dalle Nozze di Figaro di Mozart, anche se i personaggi sono gli stessi.

La circolare non approfondisce ulteriormente, ma ci sono alcuni casi su cui è utile riflettere con l’aiuto del buon senso, ad esempio:

  • se l’opera di base ha più autori, quali si collegano all’opera derivata? secondo me sarebbe sufficiente l’autore principale o al massimo gli autori coordinati
  • come ci si comporta se c’è una derivazione indiretta (l’opera C deriva dall’opera B che a sua volta deriva dall’opera A)? per non eccedere nei legami, a me pare che non sia il caso di riportare tutti gli autori di tutti i precedenti, ma che convenga basarsi o sull’antecedente immediato o sull’opera originaria, a seconda di quella che ha maggiore influenza sull’opera da trattare (in caso di dubbio sceglierei l’antecedente immediato)

Le opere basate su altre sono particolarmente frequenti nella musica, e qui la Guida alla catalogazione della musica in SBN (paragrafo 3.4 pagina 320) prevede  che si assegni

all’autore della composizione originaria il codice di responsabilità 3 e il codice di relazione 235 (compositore della musica parafrasata)

Questa Guida è successiva alle REICAT quindi è da ritenere che, a meno di successive modifiche, intenda comunque mantenere il legame all’autore della musica parafrasata anche indipendentemente dai legami tra titoli uniformi.

Tutti i catalogatori che leggono sono invitati a comunicarci eventuali osservazioni.