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Codice EAN e UPC

Il Manuale SBN musica a p. 46-47 cita, tra i numeri standard applicabili al materiale musicale, soprattutto alle registrazioni i codici EAN e UPC (che sono codici identificativi dei prodotti nati non in ambito bibliografico ma commerciale e industriale, ed infatti si applicano a prodotti di ogni genere) senza ulteriormente distinguerli tra loro . Di solito, per quello che ci interessa, si trovano su registrazioni musicali e video.

In realtà però SBN prevede questi due codici come tipi diversi di numero standard, quindi a volte possono sorgere dubbi su quale sia il tipo appropriato se questa informazione non risulta chiara dal documento.

Una rapida ricerca su Internet mostra alcuni riferimenti interessanti sull’argomento, ad esempio questi:

https://it.wikipedia.org/wiki/European_Article_Number http://codiceabarra.it/differenza-codici-ean-13-e-upc-a/
http://www.gs1.org/barcodes/ean-upc

da cui risulta che il codice EAN ha 13 caratteri mentre UPC ne ha 12. Questo quindi dovrebbe essere un elemento che permette di distinguere facilmente i due codici, ed inoltre non dovrebbe essere possibile inserire l’EAN al posto dell’UPC  e viceversa perché il numero di caratteri non sarebbe valido. Se invece SbnWeb facesse un controllo solo sulla lunghezza del codice in rapporto al campo, sarebbe impossibile inserire l’EAN come UPC, perché è più lungo, ma non il contrario, perché UPC, essendo più breve, non supera la lunghezza massima ammessa.

Un’altra informazione che può essere utile conoscere è che EAN e usato in Europa e Giappone (dove prende il nome di JAN), UPC negli Stati Uniti.

Se qualche catalogatore ha maggiore esperienza con questi codici ed ha trovato qualcosa di interessante ce lo racconti.

Codice tipo materiale coi titoli uniformi

Un catalogatore ha notato che SbnWeb propone il menu di scelta del codice di tipo materiale (moderno, antico, musica, grafica, cartografia) anche nella creazione dei titoli uniformi, e si è giustamente chiesto che senso abbia applicare tali codici a questo tipo di titolo.

A prima vista si può osservare che il codice può essere sensato per musica, grafica e cartografia, perché si tratta di caratteristiche intrinseche di un’opera (se un’opera è una composizione musicale o un disegno, sarà sempre tale, altrimenti si tratterebbe di un’altra opera, ad esempio di una poesia ispirata ad un disegno, o di un disegno ispirato ad una composizione), mentre non si capisce che cosa c’entri col titolo uniforme il concetto di moderno e antico, che palesemente si applica alle edizioni (manifestazioni nella terminologia FRBR).

Abbiamo fatto alcune prove, da cui abbiamo constatato che in effetti questi due ultimi codici vengono ignorati qualche che sia la scelta che fa il catalogatore in sede di creazione.

Per capirci di più, abbiamo chiesto chiarimenti a Gabriella Contardi dell’ICCU che, disponibile come sempre, ci ha risposto che l’unico codice di cui viene tenuto conto è U = musica.

Il motivo è il seguente: il titolo uniforme musicale, se è generato da un utente che non gestisce le specificità della Musica (come avviene con tutti gli applicativi di vecchia generazione e anche alcuni dei nuovi), consiste nella semplice stringa titolo. Se invece è creato da qualcuno che gestisce le specificità della Musica (come noi con SbnWeb), il t.u. musicale non viene immesso come stringa ma ricostruito automaticamente dal sistema in base ad un algoritmo che “compone” in una stringa le informazioni inserite nei singoli campi presentati dall’applicativo, e corrispondenti ai diversi elementi che costituiscono questo titolo (per esempio designazione, tonalità, numerazione ecc.).
A chi non gestisce le specificità l’indice restituisce quindi la sola stringa ricomposta, agli altri invece restituisce i singoli campi. Il problema era: come fare ad impedire che qualcuno, che non gestisce le specificità della Musica, modifichi la stringa “bruciando” il contenuto dei campetti? La soluzione è stata quella di applicare il tipo materiale al titolo uniforme.

Se un t.u. è identificato come musicale tramite il codice di genere, l’indice ne impedisce la modifica a chi non gestisce i campi specifici della musica.

Di per sé quindi per il titolo uniforme dovrebbe esserci solo la possibilità di indicare come tipo di materiale Musica o nulla. Il fatto che venga proposto il menu con tutti i tipi di materiali è solo una caratteristica del programma che non ha alcun effetto pratico, perché le scelte diverse da U vengono ignorate.

Non mi pare che finora questo fatto abbia causato particolari dubbi o problemi, però è bene sapere come stanno le cose.