Catalogazione delle risorse elettroniche online


Qualche giorno fa mi hanno chiesto se è possibile catalogare in SBN delle risorse elettroniche online, una cosa che in effetti si fa abbastanza poco.

Sicuramente è possibile, ma – almeno fino ad indicazioni contrarie che per ora, a quanto mi risulta, non ci sono state – bisogna tenere conto dell’indicazione che dava la vecchia guida sulla catalogazione delle risorse elettroniche in SBN pubblicata a stampa nel 1999 (http://bid.catalogobibliotecheliguri.it/CFI0417081, non ho trovato una versione elettronica), che a pagina 8 dice: La catalogazione in SBN delle risorse elettroniche disponibili in rete sarà chiaramente limitata a quelle per le quali l’accesso è subordinato ad una sottoscrizione (ad es. l’abbonamento ad un periodico in rete).

Il motivo di questo limite è chiaro: solo in questo caso si ha una localizzazione in senso stretto, perché c’è una risorsa che è disponibile in determinate biblioteche e non in altre, mentre indicizzare i siti web pubblici sarebbe più o meno come fare una bibliografia e non un catalogo.

Certo dopo tutti questi anni la norma potrebbe essere in parte ripensata: da una parte è vero che catalogare il sito di Google in SBN non ha molto senso, dall’altra è altrettanto vero che ci sono siti specialistici poco noti e difficili da individuare che non farebbe dispiacere trovare in SBN. Questo vale a maggior ragione per cose come il deep web e gli hidden services di Tor. Inoltre le regole del 1999, nelle quali le risorse online sono poco approfondite, probabilmente pensavano soprattutto a cose come banche dati, periodici elettronici o anche un sito web nel suo insieme, molto meno ad ebook o album musicali, che potrebbe aver senso segnalare anche se ad accesso libero, almeno in casi particolari, ad esempio quando sono prodotti dalla biblioteca stessa o dall’ente di riferimento (l’abbiamo fatto anche noi: LIG0244818). Questo è anche utile per acquisire un identificativo in qualche modo standardizzato (il BID) invece di crearne uno locale.

L’indicazione della Guida del 1999 quindi sembrerebbe ancora valida ma da interpretare con un minimo di elasticità da parte dei catalogatori. Per ora non c’è nella bozza della nuova Guida SBN e neppure nella Guida alla catalogazione della musica (che non è una bozza ma è ufficiale). In compenso, la bozza tratta in modo sostanzialmente completo la descrizione di queste risorse: per trovare dove ne parla, basta cercare nel testo le parole accesso remoto e si noterà che il trattamento non è particolarmente difficile.

Per quanto riguarda i codici da usare bisogna fare attenzione ai seguenti:

Tipo materiale: L [ATTENZIONE: non ancora utilizzabile, usare per adesso uno degli altri]

Tipo record: (v. bozza nuova guida p. 4-5)

Tipo mediazione: elettronico

Tipo supporto: Elettronico – risorsa online per computer

Autori, soggetti e classi secondo le norme generali (vedremo se la nuova guida completa dirà qualcosa di diverso).

Per divertimento, proviamo a catalogare davvero il sito di Google, cosa che potrebbe dare un risultato come questo:

Google. – Mountain View : Google, 1998-    .

Nota sul tipo di risorsa elettronica: Sito web, motore di ricerca

URI accesso: https://www.google.com/

Legami autore: *Google (legame 1, codice relazione 070)

CDD: 025.04

Soggetti: Motori di ricerca (inteso come soggetto formale)

Si intende che la catalogazione di cui parliamo è tutt’altra cosa rispetto all’indicazione dell’URI della copia digitale di un’altra pubblicazione, che si indica tra i dati dell’esemplare.

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