Titoli di natura R (raccolte fattizie)


Da qualche tempo in SbnWeb è possibile trattare le cosiddette raccolte fattizie.

Citando dalla documentazione del programma:

E’ stata implementata la gestione della Raccolta fattizia con definizione di una  nuova natura ‘R’, con gestione e visibilità nel reticolo per la sola biblioteca che l’ha creata e caratteristiche analoghe a quelle di un titolo di collocazione cui è possibile legare (M1R) documenti condivisi o solo locali.

Si tratta delle raccolte non pubblicate di cui al paragrafo 6.0.5 delle REICAT (che non usano l’espressione raccolte fattizie), che le definiscono come

collezioni di qualsiasi genere (purché realizzate in un unico esemplare o comunque non pubblicate nel loro insieme) di documenti non pubblicati e/o pubblicati, sia non descritti individualmente sia descritti individualmente

Esempi di queste raccolte potrebbero essere: faldoni con ritagli di giornale su qualche tematica (di interesse locale, o riguardanti le attività e le vicende della biblioteca ecc. ecc.), album con cartoline o fotografie, “assembleggi” di contenuti diversi, preesistenti e non, per realizzare una narrazione o comunque un’opera unitaria e molte altre cose.

La bozza della nuova Guida alla catalogazione in SBN di ottobre 2013 non cita ancora questa natura R, non so se si prevede di integrarla o se si tratti di una soluzione concepita come puramente locale o addirittura limitata ad SbnWeb. Io spero che l’argomento venga inserito nella guida per assicurare uniformità di trattamento e supportare eventuale sviluppi futuri.

Come si capisce facilmente infatti la soluzione adottata è veramente minimale: i titoli R non solo non vanno in indice, ma anche in polo sono visibili solo alla biblioteca che li ha creati, e per di più abbiamo verificato che non vengono esportati in Unimarc e di conseguenza non vanno in opac.

La loro utilità quindi è estremamente limitata perché non sono visibili né dal pubblico né dalle altre biblioteche, ma possono usarli, per darne informazione agli utenti, solo i bibliotecari della biblioteca che li ha creati.

Questo è un peccato, perché si tratta di documenti di difficile reperimento, per cui bisognerebbe fare in modo da farli conoscere il più possibile (anzi, secondo me dovrebbero andare anche in indice proprio per questo motivo, anche se non servono per essere catturati trattandosi quasi sempre di pezzi unici).

Non ho notizie certe in merito, ma penso che questo criterio così restrittivo sia stato adottato per risolvere un problema non banale che questi titoli pongono: essi possono essere legati ai componenti della raccolta, i quali a loro volta possono essere anche documenti pubblicati. Se si creasse un legame secondo i criteri normali, quei documenti pubblicati apparirebbero sempre come parte della raccolta, quando invece questo riguarda solo qualche particolare copia.

La vera soluzione sarebbe collegare il legame alla copia, come avviene coi possessori, oppure mantenerlo in gestione bibliografica ma distinguerlo con opportuni attributi. Questo avrebbe richiesto interventi di sviluppo di un certo peso, quindi si può pensare che limitare la visibilità del titolo sia risultata una soluzione più rapida e meno costosa. Non so però, non avendo ancora verificato nella pratica, come la biblioteca interessata vede questi legami.

Le REICAT prevedono anche la possibilità di fare una descrizione a livelli per eventuali suddivisioni interne della raccolta non pubblicata, ma per ora in SBN questo non è possibile perché richiederebbe un legame R51R o R1R che non è previsto.

Comunque è un fatto positivo che almeno ora sia stato espressamente previsto questo tipo di documenti, ed è certamente opportuno sfruttare questa possibilità inserendo i relativi dati, che forse in futuro potranno avere un uso più ampio di quello che hanno ora. Assolutamente da evitare è invece, per motivi che dovrebbero essere evidenti per tutti, ignorare la natura R e catalogare le raccolte non pubblicate come M.

In polo ci sono finora solo 3 titoli R (più altri cancellati), privi di posseduto e forse creati per prova o per errore (la descrizione contiene pochi dati, e almeno un paio di questi titoli sembrerebbero riferirsi a collane, cosa che non sarebbe ammissibile in alcun modo).

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