Ancora sulla data di pubblicazione


I rilievi mossi alla scelta “semplificazionista” delle REICAT in materia di data di pubblicazione meritano una ulteriore osservazione determinata dalla recente verifica effettuata il 3 giugno nel corso di qualifica professionale per “bibliotecario-tecnologo dell’informazione” del CPFP “L. Durand de La Penne” della Spezia.

Alcuni allievi del corso hanno interpretato la definizione 4.4.4.0. (“le date … possono essere ritenute equivalenti”) come un “liberi tutti” e hanno ritenuto senz’altro equivalente alla data di pubblicazione la data di stampa, che è di solito la più recente, anche quando era evidente che si trattava solo di ristampa. Ovviamente le REICAT non autorizzano questa scelta (4.4.4.2.c).

Si potrebbe dire che tali scelte sono frutto di inesperienza e, infatti, non sono state valutate come errori gravi. Tuttavia l’osservazione da fare, a mio avviso, è che la deregulation indurrà i catalogatori meno attenti a non preoccuparsi troppo di stampe, ristampe e copyright, lasciando al catalogatore di livello “MAX” o “SUP” il compito di inserire le eventuali opportune qualificazioni.

Il rischio maggiore è peraltro che qualche catalogatore si senta autorizzato a creare notizie bibliografiche prospettando edizioni inesistenti.

Torno così a riaffermare che sarebbe stato opportuno lasciare le qualificazioni al loro posto: alla semplificazione nella trascrizione segue la complicazione nell’analisi bibliografica del documento.

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